Ci sono piatti che non servono solo a sfamare, ma a prendersi cura: la minestrina del malato è uno di questi, semplice, calda e rassicurante.

È la classica zuppa di pollo che profuma di casa, quella che arriva quando non si ha fame ma si ha bisogno di qualcosa che scaldi e rimetta in equilibrio.
Pochi ingredienti, una cottura lenta e un brodo limpido: non serve altro per ottenere un piatto che fa bene al corpo e anche un po’ all’umore.
Gli ingredienti essenziali per una minestrina che conforta
Questa ricetta nasce da una cucina fatta di attenzione e semplicità. Gli ingredienti sono pochi e scelti proprio per essere delicati, digeribili e nutrienti. La qualità del pollo e la pulizia del brodo fanno tutta la differenza. Non è una zuppa ricca, ma è completa, pensata per chi ha bisogno di leggerezza.
- Pollo, preferibilmente a pezzi con osso
- Carote
- Sedano
- Cipolla
- Acqua
- Sale
- Pasta piccola per minestre oppure riso
Il procedimento passo dopo passo, senza fretta
La minestrina del malato non si prepara di corsa. Serve tempo, fiamma dolce e pochi gesti fatti bene. È proprio la lentezza della cottura che rende il brodo limpido e profumato. Ogni passaggio è semplice, ma ha il suo perché.
- Lavare e pulire le verdure, quindi tagliare carote, sedano e cipolla in pezzi grossolani.
- Mettere il pollo in una pentola capiente e coprirlo completamente con acqua fredda.
- Aggiungere le verdure e portare lentamente a ebollizione.
- Quando affiora la schiuma in superficie, eliminarla con una schiumarola.
- Abbassare la fiamma e lasciare cuocere dolcemente per almeno un’ora, senza coperchio.
- A fine cottura, filtrare il brodo e regolare di sale.
- Rimettere il brodo sul fuoco e cuocere la pasta piccola o il riso direttamente al suo interno.
- Nel frattempo, sfilacciare il pollo lessato eliminando ossa e pelle.
- Aggiungere al piatto qualche pezzetto di carne, se desiderato, prima di servire.
Il risultato è una minestrina chiara, profumata e leggera, che si beve quasi più che mangiare. Il brodo caldo scende piano, la pasta è morbida e la carne, se aggiunta, resta delicata e facile da masticare. È uno di quei piatti che non stancano mai, nemmeno quando si ha poco appetito.
Questa zuppa è perfetta quando si è debilitati, raffreddati o semplicemente stanchi. Non appesantisce, ma nutre, e dà quella sensazione di essere accuditi che pochi piatti riescono a trasmettere. È anche una base versatile, da arricchire solo quando si torna a stare meglio. Con poche cucchiaiate riesce davvero a rimettere in sesto, perché nasce per questo: curare con semplicità.
Portata in tavola ben calda, magari in una scodella fumante, la minestrina del malato resta uno dei simboli più autentici della cucina di casa. Non segue mode e non ha bisogno di presentazioni, perché funziona da sempre. È la prova che, a volte, il piatto più semplice è anche il più potente.






