Io questa cosa del rosmarino nel sale la faccio senza nemmeno pensarci, come quando ti viene naturale chiudere una finestra se tira vento. È uno di quei gesti che mi porto dietro da casa: barattolo di vetro, sale dentro, due rametti infilati di lato.
Mia nonna lo teneva sempre a portata di mano, vicino al tagliere, e guai a spostarlo. Se glielo chiedevi ti rispondeva con un “così” secco, come se fosse ovvio. Da bambina lo prendevo per una stranezza affettuosa, tipo le mollette messe in un certo modo o il cassetto delle spezie organizzato a memoria.
Poi però ho iniziato a cucinare davvero, tutti i giorni, e mi sono accorta che il sale è più “capriccioso” di quanto sembri: basta una pentola che bolle, la lavastoviglie aperta, due ore di umido in cucina… e lo ritrovi che fa i grumi, che non scende, che sembra quasi appiccicoso. E lì, quando hai le mani bagnate o stai facendo un sugo di corsa, ti viene pure da imprecare. Ho notato che con quei due rametti nel barattolo, questa cosa succede molto meno. Non è magia: è che il barattolo “sa di pulito”, resta più asciutto, e quando lo apri non ti arriva quell’odore di dispensa che a volte il sale prende senza che te ne accorgi.
Te lo dico proprio da una che ci è cascata: se metti il rosmarino umido, fai danno. Una volta ho infilato dentro due rametti appena lavati “tanto si asciugano nel sale”… e infatti: dopo un giorno avevo un blocco unico, un mattone. Quindi la regola numero uno per me è questa: rosmarino asciutto, asciutto davvero. Se lo raccolgo fresco, lo lascio sul tavolo su carta da cucina anche solo per una giornata. Se ho fretta, forno a temperatura bassissima dieci minuti, giusto per togliere l’umidità, non per seccarlo come un cracker.
Poi: barattolo che chiude bene. Io preferisco il vetro perché non trattiene odori, ma soprattutto perché lo vedi: se il sale sta bene, lo capisci subito. Metto il sale (fino o grosso, uguale) e infilo i rametti lungo il bordo, quasi come se li “parcheggiassi” lì. Così non mi finiscono nel cucchiaino e non mi ritrovo aghi sparsi ovunque. E sì, ogni tanto qualche aghetto scappa: lo tolgo e basta, non succede niente.
Un’altra cosa che ho imparato vivendo in cucina: non tenere il barattolo attaccato ai fornelli. Il vapore è il nemico numero uno del sale. Io l’ho spostato di mezzo metro e già si è dimezzato il problema dei grumi, rosmarino o non rosmarino.
Alla fine, se devo dirla tutta, io lo faccio per due motivi: perché funziona e perché mi fa sentire in ordine anche quando la cucina è un campo di battaglia. È come mettere a posto il mestolo sul gancio: non ti cambia la vita, ma ti cambia la giornata. Se vuoi provarci, fai una cosa semplice: rosmarino ben asciutto, barattolo chiuso, lontano dal vapore. Poi guarda il sale dopo una settimana: se scende libero, hai capito perché la nonna non lo mollava mai.
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