I nuggets fatti in casa sono una di quelle cose che sembrano “da bambini”, finché non li porti a tavola caldi, croccanti, e spariscono prima ancora che tu riesca a mettere le salse nei bicchierini.
Ho notato che la differenza tra nugget buono e nugget triste non è il pollo: è la panatura e la succosità interna. Se usi solo petto a cubetti e lo friggi, rischi un boccone asciutto.
Invece, costruisci un impasto semplice, con un minimo di legante e una panatura fatta bene, ottieni quella consistenza compatta ma morbida che piace a tutti, e diventa davvero un “salva aperitivo” quando non hai voglia di ordinare.
C’è anche un vantaggio pratico: li puoi preparare prima, tenerli in frigo già impanati e cuocerli all’ultimo. L’aperitivo resta un momento, non una maratona ai fornelli.
Qui il trucco tecnico è doppio: una parte di pollo macinata (o tritata finissima) per dare struttura, e una panatura “doppia” per la crosta. Il panko aiuta, ma anche senza si fa.
Gli ingredienti che ci serviranno sono i seguenti (circa 20 nuggets):
Per impanare:
Trito il pollo al coltello o nel mixer a impulsi: non deve diventare una crema liscia, deve restare “fine” ma con un minimo di grana. Lo metto in ciotola con uovo, pangrattato, sale, pepe e spezie. Mescolo finché ottengo un composto modellabile. Ho notato che se lo lavori troppo, diventa elastico; quindi lo unisco e basta, poi lo lascio riposare 10 minuti: il pangrattato assorbe umidità e l’impasto si compatta.
Con le mani leggermente umide formo i nuggets: piccoli, spessi uguali, così cuociono in modo uniforme. Passo ogni pezzo nella farina, poi nelle uova sbattute, poi nel pangrattato. Se voglio la crosta da “fast food”, ripeto uovo + pangrattato una seconda volta: sembra un dettaglio, ma è la differenza tra croccantezza e mollezza.
Cottura: in friggitrice ad aria faccio 200 gradi per 10–12 minuti, girandoli a metà e spruzzando un filo d’olio. In forno ventilato 220 gradi per 15–18 minuti su griglia o teglia calda. Se friggo, olio a 170–175 grdi e pochi pezzi per volta: 3–4 minuti, finché dorano.
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