L’orata è uno di quei pesci che ti fa fare bella figura senza chiederti acrobazie: ha una carne compatta, regge bene il forno e, se la tratti con rispetto, resta succosa anche se non sei “da pesce” tutti i giorni.
L’errore più comune è cuocerla troppo a lungo per paura che resti cruda: così la asciughi e poi dai la colpa al pesce. In realtà il trucco è l’opposto: forno caldo, condimento semplice, tempi corti. I pomodorini fanno il resto perché rilasciano acqua e acidità, creando un fondo naturale che profuma di estate anche a febbraio.
Qui la ricetta è pulita: orata intera, pomodorini, aromi. Se vuoi il tocco da ristorante, aggiungi limone e un filo d’olio buono a crudo alla fine. Tutto il resto è rumore.
Orata al forno con pomodorini: la ricetta da tenere pronta
Gli ingredienti che ci serviranno sono (2 porzioni):
• 1 orata intera da 600–800 g (già eviscerata e desquamata)
• 250 g pomodorini (datterini o ciliegini)
• 2 cucchiai olio extravergine d’oliva + altro a crudo
• 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
• 1 limone non trattato (scorza + qualche fetta)
• prezzemolo o timo (a piacere)
• sale e pepe
• 60 ml vino bianco secco (facoltativo)
Preparazione (forno caldo e tempi giusti: così resta succosa)
Accendo il forno a 200°C statico. Tampono l’orata con carta cucina: la superficie asciutta aiuta una cottura più pulita e meno “lessata”. Salvo sempre un dettaglio: condisco l’interno del pesce con sale, pepe, qualche fettina di limone e un ciuffo di prezzemolo o timo. Se metti troppo, copri il sapore; se metti il giusto, lo sostieni.
In una teglia preparo il letto di pomodorini tagliati a metà, con olio, sale, pepe e – se lo vuoi – uno spicchio d’aglio schiacciato. Appoggio l’orata sopra, aggiungo un filo d’olio sul dorso e, se uso il vino, lo verso ai lati: deve profumare, non annegare. Qui ho notato che la differenza la fa la posizione: pesce al centro, pomodorini intorno, così cuociono e rilasciano un fondo che bagna senza inzuppare.
Inforno per 20–25 minuti, dipende dalla taglia. Il segnale più affidabile non è il cronometro, è la carne: quando l’occhio diventa opaco e la carne si stacca facilmente dalla lisca, è pronta. Se vuoi precisione, puoi puntare a una temperatura interna intorno ai 60–63°C, ma senza manie: è un pesce che perdona, purché non lo lasci lì mezz’ora “per sicurezza”.
Spengo, lascio riposare 5 minuti in teglia e poi servo con il fondo di pomodorini sopra e un filo d’olio a crudo.






