L’olio d’oliva sui capelli non è una leggenda da nonne: è chimica dei lipidi applicata alla fibra. Io ho notato che l’errore più comune è trattarlo come una “cura universale” e usarne troppo, troppo vicino alla cute e per troppo tempo.
Dopo diversi tentativi, e dopo una settimana in cui ho lavato la testa due volte senza riuscire a togliere l’effetto unto, ho capito cosa succede davvero: l’olio non ripara il capello dall’interno, ma lubrifica, riduce la perdita d’acqua e migliora la scorrevolezza. Il segreto che ho scoperto è che il risultato dipende da tre variabili: quantità, punto in cui lo applichi (lunghezze vs cute) e tempo di posa. Se le gestisci, una volta a settimana ha senso; se le sbagli, ti ritrovi con capelli pesanti e cuoio capelluto irritato.

Il capello è cheratina “morta” rivestita da cuticole come tegole. Quando è secco o danneggiato (piastra, decolorazioni, sole, acqua di mare), le cuticole si sollevano: la superficie diventa ruvida, si aggroviglia, perde lucentezza e si spezza più facilmente. Ho notato che l’olio d’oliva qui lavora come farebbe su una padella: non cambia la materia, cambia l’attrito. Crea un film lipidico che rende le cuticole più aderenti e riduce lo sfregamento tra fibre. È per questo che, dopo un impacco fatto bene, i capelli si pettinano senza combatterti.
Cosa succede davvero: lucentezza, elasticità e “effetto pesante”
Se lo usi con misura, una volta a settimana, ho notato tre effetti concreti. Primo: più lucidità, perché una superficie più liscia riflette meglio la luce. Secondo: meno crespo, perché il film lipidico limita gli sbalzi di umidità. Terzo: meno rottura meccanica durante spazzolatura e piega, perché diminuisce l’attrito. Dopo diversi tentativi ho capito che è particolarmente utile su capelli porosi, trattati, mossi o ricci.
Quello che non fa: non “nutre” il capello come fosse un tessuto vivo e non ricostruisce legami proteici spezzati. Se hai doppie punte, l’olio le fa scorrere meglio, ma non le salda. E c’è il rovescio: l’olio d’oliva è corposo. Ho notato che su capelli fini basta poco per passare da morbido a floscio. Sulla cute, poi, può peggiorare prurito o forfora grassa in chi è predisposto: non perché l’olio sia “sporco”, ma perché occlude e trattiene sebo.
Il mio metodo settimanale (senza ritrovarsi unta) e per chi è sconsigliato
Io uso 1 cucchiaino per capelli fini/medi, 2 cucchiaini per capelli spessi o molto secchi. Lo scaldo tra le mani e lo applico solo su lunghezze e punte, mai a ridosso della radice. Pettino con denti larghi per distribuire. Tempo di posa: 20–30 minuti. Ho notato che lasciarlo ore non migliora l’effetto, peggiora solo il lavaggio.
Per rimuoverlo senza aggressività faccio così: prima di bagnare, passo un velo di shampoo sulle zone oleose e massaggio, poi aggiungo acqua e risciacquo. Se serve, secondo passaggio leggero. Quando lo riduco o lo evito: cute molto grassa, dermatite seborroica attiva, follicolite o prurito persistente; in questi casi lo tengo lontano dalla radice.






