La spugna dei piatti è l’oggetto più “umido” della cucina e, proprio per questo, il più facile da trasformare in un piccolo incubatore. Ho notato che la gente cambia detersivo, compra profumatori per il lavello, igienizza mezzo piano cottura… e poi lascia la spugna fradicia nel lavandino, dove resta calda, bagnata e piena di residui.
Se c’è un punto in cui igiene e buon senso si incontrano, è questo: la spugna va lavata, strizzata e asciugata. Il microonde può essere un aiuto, ma solo se lo usi con criterio, perché scaldare una spugna nel modo sbagliato è il modo più veloce per farti un danno.
Il principio è semplice: il microonde scalda l’acqua contenuta nella spugna. Se la spugna è ben bagnata e “pulita” dai residui grossi, il calore può ridurre una parte della carica microbica e, soprattutto, toglierle quell’umidità stagnante che favorisce la proliferazione. Se invece la spugna è secca o contiene parti metalliche, il rischio è l’opposto: scintille, bruciature, fumo. Quindi niente show: tecnica e cautela.
Prima regola: controlla la spugna. Deve essere una spugna normale, senza pagliette metalliche integrate e senza inserti “luccicanti”. Seconda regola: lavala prima. Sciacquala bene sotto acqua calda con una goccia di detersivo, poi risciacqua finché non senti più schiuma. Terza regola: deve essere bagnata. Non gocciolante, ma ben umida. Io la strizzo e poi la re-immergo un secondo, giusto per assicurarmi che l’acqua ci sia: l’acqua è la tua cintura di sicurezza contro il surriscaldamento.
Mettila su un piattino adatto al microonde e scalda per circa 60 secondi a potenza alta (se il microonde è molto potente, meglio 30–45 secondi). Aspetta 1 minuto prima di toccarla: il vapore intrappolato brucia più della spugna stessa. Tirala fuori con una pinza o con un guanto, strizzala di nuovo e lasciala asciugare in verticale, in un punto arieggiato. Il microonde non sostituisce l’asciugatura: la accelera.
L’effetto “pazzesco” non è magia: è calore + evaporazione. I microbi amano umidità, temperatura tiepida e residui di cibo. Tu, con questo gesto, togli due fattori su tre: abbassi l’umidità e alzi la temperatura per un breve tempo. Ma attenzione: non rende la spugna eterna. Ho notato che la spugna, dopo un po’, cambia struttura: si sfibra, trattiene di più lo sporco e puzza anche se la “disinfetti”. In quel caso va cambiata.
Fai questo trattamento massimo una volta al giorno e solo su spugne in buone condizioni. E la vera abitudine che salva la cucina è quotidiana e semplice: dopo ogni uso, risciacqua, strizza forte e metti la spugna ad asciugare dove circola aria. Il microonde è il colpo di coda, non la scusa per lasciarla nel lavello.
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