Prima che l’uovo diventasse un ingrediente comune nella pasta fresca, molte regioni italiane (specialmente al Sud) preparavano la pasta all’acqua: solo farina e acqua, a volte un filo d’olio.
Oggi questa ricetta è tornata utile per chi ha allergie, segue una dieta vegana o semplicemente ha finito le uova in dispensa. La sfida tecnica è ottenere una sfoglia elastica e non gommosa senza l’apporto proteico del tuorlo. La soluzione è lavorare l’impasto più a lungo, per sviluppare al massimo il glutine, e lasciarlo riposare almeno 30 minuti.
Il risultato è una pasta più tenace ma altrettanto sottile, perfetta per tagliatelle, pappardelle o ravioli. Non sarà gialla come quella all’uovo, ma il sapore è neutro e si sposa con qualsiasi condimento.
La proporzione classica è 100 g di farina (meglio 00 o semola rimacinata) per 45-50 ml di acqua tiepida. La semola assorbe più acqua e dà una pasta più ruvida, ideale per trattenere i sughi. Un cucchiaio di olio extravergine aiuta a rendere l’impasto più morbido e facilita la stesura. La lavorazione deve essere energica: almeno 10 minuti di impasto a mano o 5 con la planetaria. Il panetto va poi avvolto nella pellicola e lasciato riposare a temperatura ambiente per 30-60 minuti. Questo passaggio è fondamentale per rilassare la maglia del glutine, altrimenti la sfoglia si ritira durante la stesura. Nessuna differenza di spessore rispetto alla pasta all’uovo: si arriva a 1-2 mm.
Ingredienti per 400 g di pasta (4 persone):
Setacciare la farina a fontana su una spianatoia. Sciogliere il sale nell’acqua tiepida e aggiungere l’olio. Versare a filo al centro della farina e iniziare a impastare con le mani, incorporando la farina dai bordi. Lavorare con energia per 10 minuti, fino a ottenere un panetto liscio ed elastico. Se l’impasto è troppo duro, aggiungere un cucchiaio d’acqua; se è appiccicoso, un po’ di farina.
Avvolgere il panetto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti (non in frigorifero, altrimenti il glutine si irrigidisce). Trascorso il tempo, tagliare l’impasto in due pezzi. Stendere con il mattarello o con la macchina per pasta, partendo dallo spessore più spesso e riducendo gradualmente fino a 1-2 mm. Infarinare leggermente la sfoglia per evitare che si attacchi. Tagliare a tagliatelle, pappardelle o usare come sfoglia per ravioli. Cuocere in abbondante acqua salata per 2-3 minuti, meno della pasta all’uovo. Scolare e condire subito.
La pasta fresca senza uova si conserva in frigorifero per un giorno, infarinata e avvolta in un canovaccio, o si congela per un mese. Una variante: sostituire metà farina con farina di semola per una consistenza più ruvida.
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