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E’ l’oggetto più sporco della casa e lo tocchiamo ogni giorno, cosa c’è sopra. Ma non è la spugna dei piatti

I pericoli in casa sono presenti ovunque, persino sul telecomando, che è una delle cose con le quali più interagiamo. Quali sono i rischi concreti legati al suo contatto ravvicinato.

Il telecomando è uno degli oggetti più usati quotidianamente nelle nostre case, eppure raramente viene pulito con costanza. Spesso lo si maneggia durante i pasti, con le mani non lavate, o lo si appoggia su superfici non igienizzate. Tutto ciò lo rende un vero e proprio “ricettacolo” di microbi, batteri e, in alcuni casi, persino di virus. Diversi studi scientifici hanno messo in evidenza come il telecomando possa essere uno degli oggetti più contaminati di un’abitazione, al pari delle maniglie delle porte o dello smartphone.

Pericolo telecomando: è l’oggetto più sporco della casa e lo tocchiamo ogni giorno, cosa c’è sopra – ricettasprint.it

Uno dei principali rischi microbici è rappresentato dai batteri fecali. Può sembrare strano, ma è stato dimostrato che tracce di Escherichia coli e altri batteri simili sono presenti su moltissimi telecomandi, soprattutto in ambienti condivisi come alberghi, ospedali e case con più membri. Questi batteri possono essere veicolati tramite mani non lavate dopo l’uso del bagno o dopo aver maneggiato oggetti sporchi. Se trasferiti alla bocca o agli occhi, possono causare disturbi gastrointestinali o infezioni.

Telecomando contaminato da batteri, cosa potrebbe succedere

Altro ospite indesiderato è lo Staphylococcus aureus, un batterio che può provocare infezioni cutanee, congiuntiviti e, nei casi più gravi, infezioni più sistemiche. Questo microrganismo spesso è presente sulla pelle o nelle vie respiratorie e si deposita facilmente sul telecomando con il semplice contatto delle mani.

Telecomando contaminato da batteri, cosa potrebbe succedere – ricettasprint.it

In ambienti umidi, come case poco areate o stanze con poca esposizione al sole, si possono sviluppare anche muffe e lieviti. Questi, se inalati, possono provocare allergie o problemi respiratori, specialmente in soggetti asmatici o immunodepressi.

In epoca di pandemia, è aumentata anche l’attenzione verso i virus, come l’influenza o il SARS-CoV-2. Sebbene questi virus sopravvivano sulle superfici per un tempo limitato, in condizioni ideali possono restare attivi abbastanza a lungo da rappresentare un rischio di contagio, soprattutto se più persone usano lo stesso telecomando in tempi ravvicinati.

In che modo abbassare eventuali pericoli

Ma il pericolo non si limita alle case private. Negli hotel, dove le stanze sono utilizzate da decine di persone diverse ogni settimana, il telecomando spesso risulta uno degli oggetti meno igienizzati. Alcune analisi condotte negli Stati Uniti hanno mostrato la presenza di oltre 20 diversi tipi di batteri su un singolo telecomando d’albergo, molti dei quali potenzialmente pericolosi.

Per ridurre il rischio, è importante adottare alcune semplici abitudini: pulire regolarmente il telecomando con salviette disinfettanti o una miscela di acqua e alcol, evitando che il liquido penetri all’interno del dispositivo. Anche l’uso di coperture protettive lavabili può aiutare a mantenere più pulita la superficie. In alternativa, si può optare per coperture monouso, soprattutto in contesti condivisi.

Infine, è utile lavarsi le mani frequentemente, soprattutto prima dei pasti e dopo aver usato il bagno. La prevenzione passa anche da piccoli gesti quotidiani, spesso sottovalutati, ma fondamentali per proteggere la salute propria e degli altri. Il telecomando, insomma, non va demonizzato, ma trattato con la stessa attenzione che si riserva ad altri oggetti d’uso comune.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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