Il “killer” delle aromatiche in inverno non è solo il gelo: è l’alternanza. Un giorno sole tiepido, la notte crollo sotto zero, poi tu annaffi “per sicurezza” e il vaso diventa una spugna fredda.

Ho notato che la maggior parte delle piantine non muore perché “ha freddo”, ma perché radici bagnate e freddo fanno un’accoppiata pessima: si blocca l’assorbimento, il terriccio resta umido, arrivano marciumi e la pianta collassa quando sembra ancora verde.

Piante aromatiche freddo killer - RicettaSprint
Piante aromatiche freddo killer – RicettaSprint

Casa o balcone? Dipende da quale aromatica hai (e da dove la metti)

Io ragiono così: se l’aromatica è mediterranea legnosa (rosmarino, salvia, timo, origano), sul balcone può stare, ma non “dove capita”. In vaso è più fragile che in piena terra: il pane di terra si raffredda in fretta. Se di notte vai spesso sotto i 2–3 gradi, la sposto contro un muro, al riparo dal vento, e la sollevo da terra con un sottovaso capovolto o dei piedini (il pavimento gelido è una lastra refrigerante). Se scendi sotto 0°C per più notti, copro il vaso con tessuto-non-tessuto e, se posso, pacciamo la superficie con corteccia o foglie secche.

Basilico e menta sono un’altra storia: il basilico sotto i 10–12 gradi inizia già a soffrire, la menta spesso “sparisce” e poi riparte, ma se vuoi tenerla bella in inverno conviene proteggerla. In casa la temperatura ideale, per la maggior parte delle aromatiche, è tra 15 e 20 gradi: non serve la serra tropicale, serve stabilità. Attenzione però: vicino al termosifone le cuoci lentamente e l’aria secca fa seccare le punte. Meglio una finestra luminosa, ma senza spifferi.

Annaffiare in inverno: la regola non è “ogni tot giorni”, è “quando serve”

In inverno io non seguo il calendario, seguo il dito: infilo un dito nel terriccio. Se i primi 2–3 cm sono asciutti, allora bagno. Se sotto è ancora fresco e umido, aspetto. In pratica, sul balcone freddo spesso basta una volta ogni 10–14 giorni; in casa riscaldata, con aria secca, può diventare una volta ogni 5–7 giorni, soprattutto per basilico e prezzemolo. Ma sempre con una condizione: l’acqua deve uscire dai fori e il sottovaso va svuotato dopo 10 minuti. L’acqua stagnante è la “muffa” che non vedi.

Ultimo dettaglio che cambia tutto: in inverno poto poco e male. Tolgo solo foglie morte e accorcio leggermente per stimolare, ma non faccio tagli drastici: una pianta stressata dal freddo non ha voglia di ripartire.

Il consiglio pratico che do a chi mi chiede “dove le metto?” è questo: raggruppa i vasi (si scaldano a vicenda), proteggili da terra alla chioma, e se hai dubbi tra caldo e luce scegli la luce: una pianta al caldo ma al buio si allunga e si indebolisce, e poi la perdi lo stesso.