Io l’ho capito nel modo più antipatico: forno acceso, teglia dentro, e quella sensazione che “non scalda come prima”. Avevo pulito la sera prima, di fretta, con l’idea (sbagliata) che tanto “è solo sporco”.
Ho notato che quando le resistenze soffrono non te lo dicono subito: iniziano a scaldare in modo irregolare, i dolci prendono colore a chiazze, la pizza resta pallida sotto e brucia sopra.
E lì capisci che hai rischiato di trasformare una pulizia in una spesa: se una resistenza si danneggia davvero, spesso conviene cambiarla… e su alcuni modelli, tra pezzo e manodopera, ti viene voglia di cambiare forno.
Sembra banale, ma il primo passo “tecnico” è questo: forno spento, freddo, staccato dalla corrente se puoi. Le resistenze sono metallo, isolanti, contatti: non sono fatte per essere aggredite. La pulizia migliore è quella che scioglie grasso e incrostazioni senza grattare né inzuppare.
Io oggi faccio così: tolgo griglie e leccarda, ammorbidisco lo sporco con vapore (una ciotola d’acqua calda lasciata dentro 15 minuti a sportello chiuso, senza accendere nulla), poi passo un panno umido ben strizzato e un detergente delicato. Se serve un’azione più “chimica”, la tengo sulle pareti e sul fondo, non sulle resistenze.
Iniziamo subito dicendo che devi evitare di spruzzare sgrassatore o detergente direttamente sulle resistenze. È l’errore più comune: lo spray arriva ovunque, entra nelle fessure, può lasciare residui che, alla prima accensione, bruciano e corrodono. Se devi usare un prodotto, mettilo sul panno, non sul forno.
Non bagnate troppo e lasciare gocciolare. L’acqua non è “innocente” quando finisce dove non deve: può infiltrarsi nei contatti o nelle sedi. Dopo diversi tentativi ho capito che il panno deve essere umido, non fradicio, e che alla fine serve sempre un passaggio di asciugatura.
Infine, non grattare con pagliette metalliche o raschietti vicino alla resistenza. Un graffio sul rivestimento, una piccola deformazione, un colpo dato male: la resistenza non perdona. Se c’è un punto nero ostinato, meglio ammorbidire e ripassare, non “scalpellare”.
Il quarto è accendere il forno subito dopo la pulizia per “far asciugare”. È una tentazione: chiudi lo sportello e dai 200 gradi, così evapora tutto. Peccato che se ci sono residui di detergente o umidità vicino ai contatti, li stressi. Io lascio sportello socchiuso e aspetto: aria e tempo fanno meno danni del calore.
Poi, smontiamo o spostiamo le resistenze senza sapere dove mettere le mani. In alcuni forni si possono abbassare per pulire sopra. Va bene, ma con delicatezza: niente torsioni, niente strattoni, e soprattutto niente acqua mentre sono “libere”. Se non sei sicura, pulisci intorno e basta: meglio una macchia che un guasto.
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