Non potremmo mai rinunciare alla punta del cornetto. O forse si? C’è un segreto poco piacevole che riguarda questa parte del gelato.
La punta del cornetto è ritenuta, all’unanimità, la parte più buona di questa tipologia di gelato. E rappresenta la miniera migliore per chiudere una esperienza momentanea che ben si adatta ad ogni momento della giornata.
Gustare un bel gelato è un qualcosa che possiamo fare in qualsiasi attimo delle ventiquattro ore, persino a notte fonda. Ma meglio se questa cosa non diventi una abitudine. E se dovessimo scegliere un buon cornetto, la punta posta alla fine ci aspetta.
Di solito la punta del cornetto è farcita con del cioccolato. E risulta essere particolarmente buona perché croccante. Un cornetto non sarebbe tale se non fosse dotato della sua punta caratteristica, eppure c’è qualcosa di poco piacevole da sapere.
Infatti per essere realizzata con le proprietà che tutti quanti conosciamo, la punta del cornetto richiede una specifica preparazione. Purtroppo il tutto risulta essere ben poco salubre, e per tutta una serie di motivi.
Per dare vita alla punta del cornetto è necessario procedere ad un processo chiamato “idrogenazione“, come fa sapere un docente della olandese università di Utrecht. Il professor Bert Weckhuysen ha analizzato come è fatta chimicamente quella parte di quello specifico gelato.
La idrogenazione comporta la introduzione di una molecola di diidrogeno al cioccolato. Cosa che però comporta anche il mutamento immediato degli acidi grassi insaturi in grassi saturi solidi. Come è facile immaginare, ingerire queste sostanze non fa bene alla salute.
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La buona notizia è che potremmo subire le conseguenze negative del mangiare la punta del cornetto soltanto se lo facessimo con gran continuità. Ed in aggiunta magari a delle cattive abitudini alimentari.
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Premesso che non è mai tardi per cominciare a dimagrire, un gelato in generale – e specie se di fattura industriale – andrebbe mangiato per una o massimo due volte alla settimana. Altrimenti comincerebbe a farsi vedere sul girovita.
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I grassi saturi poi comportano anche un accresciuto rischio all’apparato cardiocircolatorio, come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Molto meglio estrapolare invece i grassi polinsaturi da alimenti più sani, come l’olio d’oliva ed il pesce, che non a caso sono due capisaldi della dieta mediterranea.
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