La camomilla è il rimedio naturale più famoso contro l’insonnia, ma pochi sanno che il momento in cui la bevi è importante tanto quanto la tisana stessa.
Se la prendi un minuto prima di infilarti sotto le coperte, ti accorgerai che l’effetto calmante non ha avuto il tempo di agire. La camomilla, a differenza di un farmaco, non agisce in pochi secondi.
I suoi principi attivi, come l’apigenina e i flavonoidi, hanno bisogno di un po’ di tempo per entrare in circolo e raggiungere i recettori cerebrali. Per questo l’ideale è bere la tazza almeno una mezz’ora prima di andare a letto. Così, quando ti stendi, il rilassamento inizia proprio in quel momento.
Se la bevi subito dopo cena, rischi che la digestione ancora attiva ne rallenti l’assorbimento. Se la bevi troppo tardi, magari dopo aver già spento la luce, l’effetto arriva quando sei già a metà del sonno.
La finestra migliore è tra i 30 e i 45 minuti prima di coricarsi. In questo lasso di tempo, la camomilla ha modo di fare il suo lavoro senza interferire con la digestione, a patto che la cena non sia stata troppo pesante. Un altro accorgimento è non aggiungere zucchero o miele in quantità eccessive: gli zuccheri semplici possono creare un piccolo picco glicemico che, in alcune persone, ha l’effetto contrario, tenendo il cervello in allerta invece di calmarlo.
L’effetto della camomilla non è solo chimico, è anche psicologico. Se ogni sera, alla stessa ora, prepari la tazza, ti siedi sul divano e la sorseggi lentamente, il tuo cervello associa quel gesto al rilassamento.
Diventa un segnale, un piccolo rito che dice: “è ora di mollare la presa”. Per questo l’orario dovrebbe essere fisso, non variabile. Meglio stabilire un appuntamento con il relax, magari dopo aver spento il telefono e prima di leggere qualche pagina di un libro. Bere la camomilla troppo presto o troppo tardi significa perdere il suo potenziale. Bere la camomilla nel momento giusto, con la giusta calma, è un piccolo gesto che il corpo impara a riconoscere.
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