La sogliola alla mugnaia è una di quelle ricette che sanno di casa, di cucina semplice e di nonne capaci di trasformare anche il pesce più delicato in un piatto irresistibile.
Burro, limone e pochi gesti sicuri bastano per portare in tavola un secondo piatto leggero ma ricco di sapore. La sogliola, spesso poco amata dai più giovani, diventa tenera e profumata, grazie a una preparazione che ne rispetta la carne e ne esalta il gusto naturale.
Questa è una ricetta della tradizione, tramandata di generazione in generazione. La versione della nonna non aveva bisogno di trucchi: ingredienti giusti, tempi corretti e tanta attenzione in cottura erano sufficienti per far amare il pesce anche a chi storceva il naso.
Ingredienti semplici con dosi precise
La sogliola alla mugnaia si basa su pochi ingredienti, ma proprio per questo la loro qualità è fondamentale. Ogni elemento ha un ruolo preciso nel risultato finale.
- 2 sogliole già spellate e pulite
- 50 g di burro
- 30 g di farina 00
- Succo di 1 limone
- Prezzemolo fresco tritato
- Sale quanto basta
Il procedimento della tradizione
La riuscita del piatto dipende soprattutto dalla delicatezza dei gesti. La sogliola va cotta velocemente e con attenzione, per evitare che si rompa o si asciughi.
- Asciugare bene le sogliole con carta da cucina e salarle leggermente su entrambi i lati.
- Infarinare delicatamente il pesce eliminando l’eccesso di farina.
- Sciogliere il burro in una padella ampia a fuoco medio.
- Adagiare le sogliole nel burro fuso e cuocerle per pochi minuti per lato, girandole con attenzione.
- Quando il pesce è cotto, irrorarlo con il succo di limone.
- Spegnere il fuoco e completare con una spolverata di prezzemolo tritato.
Un piatto che insegna ad amare il pesce
La sogliola alla mugnaia va servita subito, ben calda, con il suo fondo di burro e limone. La carne resta morbida e delicata, perfetta da accompagnare con un contorno semplice come verdure lessate o patate.
È una di quelle ricette che non hanno bisogno di essere reinventate. La cucina della nonna funzionava perché era sincera, capace di far apprezzare anche i sapori più semplici e di insegnare, senza saperlo, che il pesce può essere un vero piacere a tavola.







