Non finisce più la guerra della pizza, la cui miccia è stata accesa pochi giorni fa da Flavio Briatore. La bomba però è scoppiata intorno a Gino Sorbillo, preso di mira dai colleghi pizzaioli napoletani che non ci stanno e scatenano i social con parole pesantissime.

Gino Sorbillo è ormai conosciutissimo non solo per la bontà dei suoi prodotti, ma anche per essere stato diverse volte ospite di programmi televisivi.

Sorbillo preso di mira dai colleghi ed in famiglia è bufera ricettasprint

Una delle prime a chiamarlo alla notorietà del piccolo schermo fu Antonella Clerici che diverse volte lo chiamò a La Prova del Cuoco, così come ha fatto successivamente anche Elisa Isoardi. Che cosa è successo al noto pizzaiolo napoletano?

La polemica che ha infiammato i pizzaioli napoletani: Pata Negra o no, la risposta è incredibile

La questione sulla pizza è ormai di vecchia data, tra garanzia sulla paternità del prodotto e della ricetta, fino alla bontà ed al prezzo di una o di un’altra versione. Prima di Briatore fu Cracco a finire nel mirino dei maestri pizzaioli, famosissima infatti fu la sua versione della più classica Margherita dal prezzo definito esorbitante a fronte di una consistenza non proprio entusiasmante. Nulla da dire sulla qualità degli ingredienti, ma semplicemente si arrivò alla conclusione che quella di Cracco non poteva definirsi pizza, ma una focaccia un po’ sui generis.

Ormai si sa che dove appare Flavio Briatore spesso sorge una polemica che sia per la questione reddito di cittadinanza o per qualsiasi altro motivo inerente al mondo del lavoro e delle strutture ricettive. L’imprenditore è un provocatore nato ed anche questa volta ha saputo finire al centro dell’attenzione mediatica coinvolgendo la categoria dei pizzaioli napoletani che ovviamente, visto il tema, si sono sentiti di rispondere. La questione riguarda il costo della pizza con il prosciutto spagnolo Pata Negra proposta da Briatore nel suo Crazy Pizza al costo di sessantacinque euro. Un prezzo definito inconcepibile dai pizzaioli del capoluogo partenopeo, considerando che la pizza è nata come cibo per i poveri, dunque deve mantenersi su cifre popolari. Ciò non significa però che la qualità del prodotto non sia eccellente, come supposto dallo stesso Briatore e proprio per questo successivamente si è scatenata una feroce polemica.

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Trovata di marketing o verità? La polemica si consuma in famiglia e non solo tra colleghi, le parole social pesantissime non passano inosservate

A padroneggiare sul gruppo dei pizzaioli è stato Gino Sorbillo, già menzionato e noto al grande pubblico televisivo. Questi ha ideato una iniziativa in cui ha distribuito gratuitamente a tutti pizze calde e fragranti dalla sede storica del suo locale situata nel cuore del centro storico di Napoli. A questa è seguito un confronto diretto con Briatore nello studio di Bruno Vespa a Porta a Porta. Proprio questa forte esposizione mediatica non ha fatto piacere ai colleghi di Sorbillo che lo hanno accusato di fare buon viso a cattivo gioco sfruttando a suo favore la situazione. Prima è spuntato sul web uno scontrino che di fatto ‘smaschererebbe’ Sorbillo. Il costo della sua pizza sbandierato a quattro euro sarebbe in realtà una trovata di marketing, ma la verità sarebbe tutt’altra. Lo scontrino girato sul web infatti mostrava un costo di ben undici euro per una semplice Margherita da asporto.

Lo scontrino incriminato di Sorbillo

Ciò non è bastato per sedare la protesta, a cui si sono accodati tanti altri maestri pizzaioli ben noti a Napoli. Eclatante è stato il messaggio pubblicato sui social da uno dei più famosi colleghi di Gino Sorbillo, un altro degli storici e conosciutissimi a Napoli, anch’esso mèta di moltissimi personaggi noti del jet set internazionale.

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Ecco il post che ha scatenato il web, ma la sorpresa clamorosa è tra i commenti: nessuno se lo aspettava

Stiamo parlando della Pizzeria Dal Presidente situata in Via dei Tribunali, il cui titolare Massimiliano Di Caprio ha affidato al suo profilo social un messaggio veramente durissimo. “Per prendere consensi e stare sempre al centro dell’attenzione avevate fatto finta di difendere la pizza napoletana, poi al momento di cacciare le p***e e difendere il nostro prodotto e il nostro lavoro fate i lecca***o” questo l’esordio del post di dominio pubblico che ha scatenato i social.

Massimiliano Di Caprio titolare della pizzeria Dal Presidente

Pur se non fa espresso riferimento al noto collega, le circostanze citate da Di Caprio sembrerebbero indirizzare proprio al personaggio in questione. Quello che ha colpito tutti maggiormente però è che tra i commenti compare la replica di un altro Sorbillo, Luciano che è il cugino del noto Gino ed è anche lui titolare di una pizzeria. Dettaglio che non farebbe altro che avvalorare l’ipotesi che Di Caprio ce l’avesse proprio con lui come sostengono molti utenti sui social. Tra i due non corre buon sangue, dato che Gino tempo fa lo trascinò in tribunale per vietargli l’uso del cognome divenuto per lui un vero e proprio marchio di fabbrica.

Rodolfo, il padre di Luciano, era uno dei ben ventuno figli del pizzaiolo Luigi, capostipite della famiglia. Fu Rodolfo ad inventare la pizza con il cornicione ripieno di ricotta, ormai una chicca di bontà divenuta di dominio pubblico. Luciano Sorbillo e Massimiliano Di Caprio appaiono in ottimi rapporti e a quanto pare a breve proporranno una loro iniziativa sull’argomento ‘Briatore’. Quello che è certo è che non è finita qui, se ne vedranno ancora delle belle tra impasti e forse carte bollate, all’ombra del Pizza Village che in questi giorni sta animando il magnifico lungomare partenopeo.

Luciano Sorbillo nella sua pizzeria

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