La spugna dei piatti è l’oggetto più sottovalutato della cucina: ti sembra “pulita” perché profuma di detersivo, ma in realtà vive umida, calda e piena di micro-residui.
Io me ne sono resa conto la prima volta che ho lavato un bicchiere “già pulito” e, appena asciutto, aveva quell’odore stanco che non capisci da dove arrivi.

Non era il bicchiere: era lei. Ho notato che basta una settimana di uso intenso, tra padelle unte, taglieri e piatti con amido, perché la spugna inizi a creare un biofilm invisibile: una pellicola fatta di grasso, proteine e zuccheri che diventa il terreno perfetto per i batteri. E la cosa più ingannevole è che tu non lo vedi subito. Lo senti, semmai. E quando lo senti, spesso sei già in ritardo.
Ogni quanto va cambiata davvero la spugna
Se dovessi darti una regola semplice, da cucina vera, è questa: se lavi i piatti a mano tutti i giorni, la spugna va cambiata ogni 7 giorni. Se la usi poco (magari hai la lavastoviglie e la spugna serve solo per due bicchieri al volo), puoi arrivare a 10–14 giorni, ma solo se la tratti bene. Il punto non è il “consumo” della spugna: è l’umidità che resta intrappolata dentro e che non si asciuga mai del tutto. Umidità insieme ai residui, che possono innescare la fermentazione microscopica. E quella fermentazione non ti fa solo odore: può trasferire contaminazione da un piatto all’altro, soprattutto se la spugna passa dalle superfici “sporche” (pollo crudo, uova, pesce) ai piatti che poi mangi senza ripassare.
Io guardo sempre tre segnali, perché sono quelli che non mentono: la spugna resta viscida anche dopo il risciacquo; quando la strizzi esce acqua torbida o grigiastra; oppure l’odore ritorna dopo poche ore, anche se l’hai “lavata” col detersivo. A quel punto non è più una spugna: è un contenitore di sporco con una bella forma.
Come usare la spugna e cosa fare per farla durare di più
La differenza la fa quello che fai tra un lavaggio e l’altro. Io non la lascio mai nel lavandino, mezza immersa: è il modo più veloce per farla marcire. Finito di lavare, la sciacquo con acqua molto calda, la strizzo forte e la metto in verticale, in un porta-spugna areato. Se posso, la tengo lontana dal piano cottura: il calore + vapore la tengono sempre umida.
Quando ho lavato cose “a rischio” (uova, carne, pesce), cambio proprio spugna oppure uso una spugna dedicata. E se mi accorgo che ho fatto la pigra e l’ho usata per tutto, almeno non faccio finta di niente: la sostituisco e stop. Il risparmio vero non è tirarla un mese: è non rovinarti piatti, bicchieri e, soprattutto, serenità.






