Tart Tatin, la torta di mele capovolta che ha stregato anche i cuori più duri e non solo in Francia, ma il mondo ha imparato ad amarla.
La leggenda racconta che questa torta è nata da un errore, due sorelle francesi, le Tatin, si dimenticarono di mettere la pasta sotto alle mele e decisero di appoggiarla sopra in extremis prima di ritornare. Quello che ne uscì fu un capolavoro caramellato, che oggi è il sogno proibito di ogni amante dentro di me, ma ti dirò fatta bene, è più che una torta e una dichiarazione d’amore calda, burrosa, un po’ rovente e sfrontata.
Il cuore della Tarte Tatin sono le mele, certo, ma non mele qualsiasi ci vogliono mele sode che tengano la cottura, capaci di resistere alla dolce e crudele bollitura. Nel Caramello io uso le renette o le Golden e non mi tiro indietro col burro. E quella colata lenta e scura che avvolge la frutta a renderla irresistibile. Zucchero sciolto, burro fuso. E poi quella pasta brisè che arriva dall’alto e prende tutto.
La magia avviene nel momento del rovesciamento. Quel gesto finale quasi teatrale in cui la torta si capovolge, il Caramello cola dappertutto, lucido come vetro caldo e non preoccuparti se non viene perfetta, più è imperfetta, più autentica.
Sbuccia le mele, tagliarle in quarti e rimuovi il torsolo. In una padella ampia fai sciogliere lo zucchero con il burro a fiamma medio bassa finché diventa un caramello ambrato, aggiungi la vaniglia e un pizzico di sale. Immergi le mele nel caramello e falle cuocere per circa 10-15 minuti girandole con delicatezza; trasferisci le mele caramellate in uno stampo rotondo, sistemandole con il lato tondo verso il basso. Versa sopra il caramello rimasto nella padella, lascia raffreddare leggermente, poi stendi, poi stendi la pasta brisée sopra lei rimboccando i bordi verso l’interno.
Inforna in forno statico preriscaldato a 190 gradi per circa 35-40 minuti o finché la superficie non sarà ben dorata. Lascia intiepidire per 5 minuti, poi capovolgi con decisione lo stampo su un piatto da portata. Servila tiepida magari con un cucchiaio di panna fresca o una pallina di gelato alla vaniglia ogni fetta è un viaggio in Francia, ma anche un viaggio nel tempo.
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