Fino a qualche anno fa, il matcha era un mistero per la maggior parte degli italiani, un retaggio della cultura giapponese relegato alle cerimonie del tè o ai negozi di alimenti naturali più di nicchia.
Oggi è ovunque: nei latte dei coffee shop, nelle ricette dei pastry chef, nei frullati dei centri benessere e persino nei prodotti di bellezza. La cosiddetta “matcha mania” ha travolto anche l’Italia, seppur con un leggero ritardo rispetto ad altre nazioni.
A spingere il fenomeno sono stati i social, in primis l’hashtag #MatchaTok, e l’esplosione del turismo in Giappone, che ha fatto scoprire la bevanda a un pubblico sempre più vasto. Il risultato è che il matcha ha smesso di essere una bevanda di nicchia per diventare un vero e proprio simbolo di stile e benessere, al punto che è entrato a far parte delle tendenze del 2025. Ma al di là del colore instagrammabile e del rituale che lo accompagna, cosa si nasconde in quella tazza verde?
Il matcha non è un semplice tè verde in polvere, è un concentrato di principi attivi. A differenza del tè in infusione, con il matcha si consuma l’intera foglia macinata, il che significa che i suoi nutrienti e antiossidanti sono presenti in una concentrazione molto più elevata. Il suo principale punto di forza sono le catechine, in particolare l’EGCG, un potente antiossidante che nel matcha può essere presente in quantità fino a 137 volte superiore rispetto al tè verde tradizionale.
Oltre a combattere i radicali liberi e a sostenere le difese dell’organismo, alcuni studi suggeriscono che il matcha possa contribuire a ridurre il colesterolo, proteggere la salute cardiovascolare e persino favorire i meccanismi di depurazione. Ma la sua vera particolarità è l’abbinamento tra caffeina e L-teanina, un amminoacido che modula l’effetto eccitante del caffè. Il risultato è un’energia che si rilascia in modo più stabile e duraturo, favorendo la concentrazione e la calma senza i picchi di nervosismo tipici del caffè. In pratica, il matcha ti sveglia, ma non ti agita.
La risposta breve è sì: per la maggior parte delle persone, una tazza di matcha al giorno può essere un’abitudine salutare. Il segreto, come sempre, sta nella quantità. Una tazza standard (circa un cucchiaino di polvere) contiene tra i 60 e i 70 mg di caffeina, una quantità inferiore a quella di un caffè ma superiore a quella di un tè verde tradizionale.
Per un adulto sano, il limite di sicurezza giornaliero è di circa 400 mg, ma la tolleranza individuale alla caffeina può variare notevolmente. Il problema sorge quando se ne abusa. Superare i 4-6 grammi di polvere al giorno (equivalenti a 2-3 tazze) può portare a effetti collaterali come insonnia, ansia, palpitazioni e disturbi gastrointestinali. Attenzione anche agli zuccheri: i famosi matcha latte dei bar spesso contengono quantità elevate di zucchero, che possono vanificare i benefici della bevanda.
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