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Torrone di Natale | gli aspetti curiosi che non conoscevate

Un dolce che a fine anno non può mancare mai è il Torrone di Natale. Una bontà buona in realtà tutto l’anno e che presenta tante curiosità.

Il Torrone di Natale è un must da nord a sud in Italia per quanto riguarda i dolci da gustare. E sul fatto che sia ipercalorico occorre mettersi il cuore in pace. Se vogliamo goderne, dobbiamo farlo con la consapevolezza che contribuirà a farci mettere su qualche chili. Infatti il contenuto medio di 100 grammi apporta un quantitativo di 513 kcal. Questo dolciume adottato in particolare per le festività di fine anno ha un retaggio molto vecchio. L’origine del Torrone in Italia è attestato ad una data ben precisa: il 1441. In quella occasione venne inventato per celebrare il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Già allora si preparava mescolando albume, miele, cacao, cioccolata e mandorle o nocciole. Poi nel tempo sono sorte diverse altre varianti.

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Torrone di Natale, ma anche d’estate: possiamo mangiarlo sempre

Ma anche gli arabi lo conoscevano, e già in periodi antecedenti il 1400. In questo senso si parla di XII secolo d.C., cioè il 1100 dopo Cristo. Il Torrone di Natale ma non solo. Questo è un dolce che possiamo benissimo addentare in ogni periodo dell’anno. In estate ad esempio possiamo tenerlo un’ora in congelatore per poi assaggiare una freschissima delizia. Ma sapete che è eccezionale anche con bevande inedite come birra e cognac? Merito dell’abbinamento tra il dolce e l’amaro delle componenti in gioco. Per un risultato alla fine magnifico. In cucina poi c’è chi usa il torrone per condire dei primi piatti, come risotti e vellutate, oppure il pollo fritto. Roba per la quale bisogna necessariamente assaggiare prima di farsi un’idea. Cremona organizza una festa apposita dedicata a questo dolciume.

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Perché si chiama così: nasce tutto dal ‘Torrazzo’

E non a caso cremonese è Sperlari, l’azienda italiana attiva da due secoli e specializzata nella produzione dello stesso. Nel 1998 venne realizzata la stecca più lunga al mondo, lunga ben 112 metri. Più di un campo di calcio ed equivalente al Torrazzo che si erge proprio sulla città lombarda. Il torrone poi, lo suggerisce il nome, prenderebbe il nome proprio da questo companile.

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Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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