L’errore più comune col filtro della cappa è pensare che sia “sporco” come un piatto: lo insaponi, lo sciacqui, fine. In realtà quel velo appiccicoso è grasso ossidato, polveri fini e persino umidità di cottura, cioè una colla.
Se lo lavi a freddo, fai solo un giro di giostra: sembra pulito, poi dopo due cene è di nuovo unto e l’odore in cucina resta sospeso. Io l’ho capito quando ho iniziato a notare che la cappa aspirava meno proprio nelle settimane in cui friggevo poco: non era la quantità di frittura, era il filtro “impastato” che non lasciava passare aria.

La temperatura che funziona davvero (e perché)
La svolta non è un prodotto miracoloso, è l’acqua alla temperatura giusta. Per sciogliere il grasso senza impazzire, l’ammollo deve stare tra 60 e 70°C. Sotto i 50°C ammorbidisci appena; sopra i 75–80°C rischi di deformare alcune plastiche (se hai filtri con cornici non metalliche) e, in generale, rendi più aggressiva qualsiasi miscela tu stia usando. A 60–70°C, invece, i lipidi diventano più fluidi e i tensioattivi (anche quelli “soft”) lavorano meglio: è un effetto fisico prima che chimico.
Io preparo una bacinella capiente o la teglia del forno, metto il filtro in orizzontale e verso acqua calda (non bollente). Poi scelgo il “biologico” in base a quello che ho:
Sapone di Marsiglia: scaglie o una noce sciolta nell’acqua. È delicato ma efficace se la temperatura è quella giusta.
Bicarbonato: 1–2 cucchiai per litro, utile perché aiuta a staccare il film grasso senza graffiare.
Acido citrico (non aceto a litri): 10–15 g per litro solo se senti odore rancido e vuoi “deodorare”. Non è lo sgrassante principale, è il rifinitore.
Lascio il filtro in ammollo 20–30 minuti, poi passo con una spazzolina morbida (tipo spazzola per piatti, setole non dure) seguendo le lamelle. Il punto chiave: risciacquo con acqua calda, non fredda, altrimenti il grasso che hai appena sciolto si “riattacca” mentre si raffredda.
Se il filtro è in metallo e la tua lavastoviglie ha un ciclo a 65–70°C, puoi usarla: ma io lo faccio solo dopo un pre-ammollo, altrimenti la lavastoviglie si prende tutto il grasso e te lo ritrovi sui bicchieri.
Ogni quanto farlo (senza diventare schiava della cappa)
Se cucini tutti i giorni, soprattutto con soffritti e padelle, io starei su ogni 2 settimane. Se cucini poco o quasi mai grassi, una volta al mese è già una buona routine. Quando inizi a sentire odore “di cucina” anche a cappa accesa o vedi la rete che lucida di unto controluce, è già tardi: meglio farlo prima, con acqua a 65°C, che una volta ogni tre mesi con la guerra chimica.
Attenzione a come esegui questa operazione: mentre il filtro asciuga (bene, sempre), passo un foglio di carta assorbente dentro la cappa dove si accumula la condensa di grasso. È un gesto da 20 secondi che ti allunga davvero la vita del filtro.






