Non è un vezzo “da chef”, né un modo per rendere dolce il pomodoro. Un quadratino da 20 grammi di cioccolato fondente al 75% inserito a fine cottura può cambiare il profilo aromatico della salsa, soprattutto quando la passata risulta troppo acida o “piatta”.
Il motivo è chimico prima che gastronomico: il cacao porta note tostate e una quota di composti amari (polifenoli) che smussano l’acidità percepita; il burro di cacao, invece, aggiunge una piccola componente grassa che aiuta a “legare” e trattenere gli aromi. Il risultato, se fatto correttamente, non sa di cioccolato: sa di salsa più profonda, più scura, con un fondo gustativo più lungo.

La condizione è una sola: la base deve essere fatta bene. Se il soffritto è bruciacchiato, se il pomodoro è rimasto troppo acquoso o se la salsa è stata corretta con zucchero a caso, il cacao non “aggiusta”: amplifica difetti e retrogusti. In altre parole, è un potenziatore, non un cerotto.
Come si prepara la salsa e quando il cioccolato ha davvero senso
La tecnica è semplice, ma il timing fa la differenza. Si parte con una padella larga e un soffritto dolce: olio extravergine, cipolla (o aglio, meglio non entrambi), fiamma bassa. L’obiettivo non è colorare, ma far rilasciare zuccheri e profumi senza bruciare: un passaggio che rende il pomodoro più “morbido” già di suo.
Poi si aggiunge la passata (o pelati schiacciati), sale leggero, e si lascia sobbollire almeno 20 minuti: serve a far evaporare l’acqua e concentrare i solidi, perché il cioccolato si integra meglio in una salsa già densa. Il quadratino da 20 grammi va inserito negli ultimi 3–4 minuti, spezzettato e sciolto a fuoco basso mescolando: così si ottiene un’emulsione pulita e si preservano le note aromatiche, evitando che resti solo un amaro “stanco”.
Conta anche la scelta della tavoletta: deve essere fondente vero, 75% con ingredienti essenziali (massa di cacao, burro di cacao, zucchero). Se compaiono grassi vegetali diversi dal burro di cacao o aromi invadenti, la salsa può prendere una nota artificiale.
L’errore più comune e il consiglio pratico per non “rovinare” tutto
L’errore più frequente è pensare che il cioccolato richieda più sale per “tirare fuori” sapore. In realtà cacao e sale alto possono portare a un retrogusto tostato-salmastro. Il sale va regolato dopo lo scioglimento del quadratino, quando la salsa ha già preso il suo profilo definitivo.
Un accorgimento pratico, utile soprattutto se la salsa condirà la pasta: aggiungere alla fine un cucchiaio di acqua di cottura. L’amido aiuta l’emulsione, rende la salsa più lucida e uniforme senza aggiungere altri grassi. Se l’obiettivo è una salsa più “matura” e meno acida, la regola resta questa: quadratino piccolo, percentuale alta, e minuto giusto.






