I mirtilli sono uno di quei frutti che in pochi usano freschi. Forse perché costano, forse perché non si trovano sempre. Ma quando arriva la stagione, portarli in casa è un piccolo lusso.

La marmellata di mirtilli è la regina delle confetture: non è dolce come quella di fragole, non è banale come quella di albicocche. Ha un gusto acidulo, quasi selvatico, che la rende perfetta per accompagnare formaggi stagionati, carni arrosto o anche solo una fetta di pane tostato al mattino. La prima volta che l’ho assaggiata ero in Trentino, in una baita di montagna.

Marmellata ai mirtilli - RicettaSprint
Marmellata ai mirtilli – RicettaSprint

La signora che la preparava la faceva bollire in paiolo di rame, e il profumo usciva dalla finestra della cucina. Da allora cerco di rifarla ogni anno, quando i mirtilli sono maturi e costano un po’ meno.

Mirtilli, zucchero e un segreto che fa la differenza

La ricetta è semplice, ma il risultato cambia molto a seconda della qualità dei frutti. I mirtilli selvatici, quelli piccoli e scuri, hanno un sapore più intenso. Quelli coltivati sono più grandi e meno acidi. Per la marmellata, vanno bene entrambi, ma con quelli selvatici serve un po’ più di zucchero. Il segreto è non cuocerli troppo a lungo, altrimenti il gusto fruttato si perde. E poi c’è il limone, che non solo aiuta la gelificazione, ma bilancia la dolcezza.

Gli ingredienti che ci serviranno, dunque, sono soli i seguenti:

  • 1 kg di mirtilli (freschi o surgelati)
  • 600 g di zucchero semolato
  • Succo di 1 limone
  • 1 cucchiaino di burro (facoltativo, per ridurre la schiuma)

Il procedimento per una marmellata perfetta

Lavare i mirtilli e metterli in una pentola larga e bassa. Aggiungere lo zucchero e il succo di limone. Mescolare e lasciare riposare per un’ora, in modo che i frutti rilascino i loro succhi. Poi accendere il fuoco basso e portare a bollore. Mescolare di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando la marmellata inizia a bollire, si formerà della schiuma in superficie. Se si vuole, si può aggiungere un cucchiaino di burro, che aiuta a ridurla. Proseguire la cottura per 20-30 minuti, fino a quando la marmellata si è addensata. Per verificare la consistenza, fare la prova del piattino: versare un cucchiaino di marmellata su un piattino freddo, inclinarlo; se scivola lentamente, è pronta. Spegnere e lasciare intiepidire per qualche minuto. Versare la marmellata in vasetti sterilizzati, chiudere ermeticamente e capovolgere per creare il sottovuoto. Si conserva per mesi in dispensa. Una volta aperta, va tenuta in frigorifero. Perfetta da spalmare su una fetta di pane, da accompagnare a un pecorino stagionato o da usare come ripieno per crostate. La prima volta che l’ho fatta, ho regalato i vasetti a Natale. Sono finiti prima dell’anno nuovo.