Torniamo dalla pescheria con l’idea di preparare il pesce per cena, poi cambiano i programmi e decidiamo di rimandare tutto al giorno successivo. A quel punto nasce il dubbio: possiamo lasciarlo tranquillamente in frigorifero?
Il pesce fresco è uno degli alimenti più deperibili che portiamo in cucina e conservarlo correttamente diventa ancora più importante durante l’estate.

Non basta metterlo su un ripiano e chiudere lo sportello: temperatura, contenitore e tempi di conservazione possono fare una grande differenza.
Il pesce va sistemato nella parte più fredda del frigorifero
Una volta acquistato, il primo obiettivo è non interrompere la catena del freddo. Soprattutto nelle giornate molto calde, meglio evitare di lasciare il pesce per lungo tempo nel bagagliaio dell’auto e tornare a casa il prima possibile, utilizzando eventualmente una borsa termica per il trasporto.
In frigorifero dobbiamo conservarlo nella zona più fredda indicata dal produttore dell’elettrodomestico, mantenendo una temperatura adeguata alla conservazione degli alimenti refrigerati. Il pesce crudo deve inoltre rimanere separato dagli alimenti già pronti da mangiare, per evitare contaminazioni attraverso liquidi o superfici.
Possiamo sistemarlo all’interno di un contenitore pulito e ben chiuso, evitando che eventuali liquidi entrino in contatto con gli altri cibi. Se è stato acquistato confezionato, seguiamo sempre le modalità di conservazione e la data riportate sull’etichetta.
E quanto può rimanere in frigorifero? In generale, il pesce fresco dovrebbe essere consumato il prima possibile, preferibilmente entro uno o due giorni dall’acquisto, se correttamente refrigerato. I tempi possono però cambiare in base al prodotto, alla confezione e alle indicazioni del venditore.
Se sappiamo che non lo mangeremo presto, meglio congelarlo
Se già al momento dell’acquisto sappiamo che non riusciremo a cucinarlo in tempi brevi, può essere più sensato congelarlo subito, purché il prodotto sia adatto al congelamento e non sia stato precedentemente scongelato senza che ciò sia previsto.
Prima di farlo possiamo dividerlo nelle porzioni che utilizzeremo, proteggerlo accuratamente in contenitori o sacchetti adatti al freezer e indicare la data. In questo modo eviteremo di scongelare una quantità maggiore del necessario.
Attenzione anche al classico controllo dell’odore. Un odore anomalo, una consistenza viscida o evidenti alterazioni sono segnali per non consumare il prodotto, ma l’assenza di cattivo odore non garantisce da sola che il pesce sia sicuro. I microrganismi pericolosi non sempre modificano l’aspetto e profumo degli alimenti.
Una volta cotto, invece, il pesce va refrigerato rapidamente e conservato separatamente dal prodotto crudo, rispettando anche in questo caso tempi brevi di consumo.






