Grasso, vapori e residui di cottura si accumulano sulla cappa quasi senza farsi notare: pulirla regolarmente aiuta a mantenerla efficiente e può evitare che lo sporco diventi difficile da eliminare.

È uno degli elettrodomestici più utilizzati durante la preparazione dei pasti, eppure spesso ci si ricorda della sua manutenzione soltanto quando compaiono aloni, cattivi odori o una capacità di aspirazione apparentemente ridotta. Sapere come pulire la cappa della cucina correttamente permette invece di intervenire con pochi gesti, occupandosi sia delle superfici esterne sia dei filtri che trattengono il grasso prodotto durante la cottura.
Prima di iniziare è importante spegnere la cappa e verificare le indicazioni previste dal produttore per il proprio modello. Anche i materiali fanno la differenza: acciaio, vetro e parti inserite nei mobili possono richiedere attenzioni diverse. La manutenzione interna cambia inoltre in base alla tipologia di apparecchio, perché una cappa aspirante e una filtrante non funzionano esattamente nello stesso modo. Pulire la cappa significa quindi occuparsi anche dei filtri, non soltanto della parte visibile, evitando detergenti o strumenti troppo aggressivi che potrebbero danneggiare le superfici.
Il punto da cui partire non è quello che molti immaginano
La parte esterna è certamente quella che mostra per prima lo sporco. Sulle cappe in acciaio, per una pulizia ordinaria, possono essere sufficienti acqua tiepida e sapone neutro, passando il panno seguendo la satinatura del metallo. In presenza di residui più resistenti è preferibile utilizzare uno sgrassatore adatto alla superficie, evitando acidi e spugne abrasive che potrebbero lasciare segni. Per le parti in vetro si può partire ugualmente da acqua e sapone neutro; quando lo sporco è più tenace può essere utile una soluzione delicata a base di acqua, aceto e limone. La regola fondamentale è rimuovere il grasso senza aggredire il materiale della cappa, procedendo con un panno morbido e senza sfregare inutilmente.
La frequenza dipende inevitabilmente dalle abitudini in cucina. Chi utilizza ogni giorno i fornelli, soprattutto per preparazioni che producono molti vapori e grassi, avrà bisogno di intervenire più spesso rispetto a chi cucina occasionalmente. Una pulizia esterna effettuata con regolarità impedisce alle particelle di grasso di stratificarsi e rende ogni intervento successivo molto più rapido. Indicativamente, la superficie può essere pulita una o due volte alla settimana, adattando comunque la frequenza all’uso effettivo. Eliminare subito schizzi e residui è molto più semplice che affrontare uno strato di grasso ormai secco, soprattutto nelle zone vicine ai filtri e ai bordi inferiori della cappa.
Il passaggio nascosto che può fare la vera differenza
Una volta sistemato l’esterno, bisogna rivolgere l’attenzione ai filtri antigrasso. Sono presenti sia nelle cappe aspiranti sia in quelle filtranti e svolgono una funzione essenziale: intercettano una parte dei grassi trasportati dai fumi della cottura prima che raggiungano le altre componenti. Quando il filtro metallico è lavabile, può essere rimosso seguendo le istruzioni dell’apparecchio e pulito a mano. Una possibilità è lasciarlo in ammollo per circa mezz’ora in acqua con aceto, oppure utilizzare uno sgrassatore idoneo, passando poi delicatamente una spugna e risciacquando con acqua calda. Alcuni filtri metallici possono essere lavati anche in lavastoviglie, ma è sempre opportuno controllare prima le istruzioni del produttore. Un filtro antigrasso pulito contribuisce a mantenere una buona capacità di aspirazione della cappa e impedisce che le maglie rimangano progressivamente ostruite dai residui.
Dopo il lavaggio, il filtro va lasciato asciugare accuratamente prima di essere rimontato. Come indicazione generale, per i filtri antigrasso metallici può essere prevista una pulizia circa ogni due mesi, ma anche in questo caso la frequenza reale dipende dall’intensità di utilizzo e dalle indicazioni del modello. Se il filtro appare danneggiato, bucato, deformato o presenta incrostazioni che non possono più essere eliminate, può essere necessario sostituirlo. Nelle cappe filtranti occorre inoltre considerare la presenza dei filtri ai carboni attivi, che hanno una funzione diversa: contribuiscono a depurare l’aria prima che venga reimmessa nell’ambiente e non devono essere trattati automaticamente come i comuni filtri metallici. Uno degli errori più comuni nella pulizia della cappa è infatti considerare tutti i filtri uguali: prima di lavarli o sostituirli bisogna identificarne la tipologia e attenersi alle istruzioni specifiche del produttore.






