Te lo dico come lo direi a un’amica in cucina, con le mani ancora bagnate: lo strofinaccio è la cosa più “traditrice” che abbiamo in casa.
Sembra innocuo, sta lì appeso, lo usi mille volte senza pensarci… e poi ti chiedi perché certi bicchieri, appena li asciughi, fanno quell’odore strano. Io per anni ho fatto la stessa cosa di tutte: lavatrice a 30 o 40 gradi “tanto è solo un panno”, profumo di pulito e via. Ho notato però una cosa che non potevo più ignorare: lo strofinaccio usciva pulito, sì, ma appena lo bagnavo tornava l’odore. E quando succede, non è sfortuna: è che lo hai lavato “a metà”.
Lo strofinaccio assorbe grasso, residui di cibo, umidità. E se resta umido sul lavello o vicino ai fornelli, diventa il posto perfetto in cui si accumula di tutto. Non dico per spaventarti, dico perché è la realtà di una cucina vissuta. Il punto è: la temperatura non è un capriccio, è proprio la differenza tra “l’ho sciacquato” e “l’ho pulito davvero”.
Il metodo che uso io: 60 gradi quando serve, ma con due regole fisse
Io mi regolo così, in modo molto terra-terra: se lo strofinaccio lo uso solo per asciugare le mani (e lo cambio spesso), allora 40 gradi va bene. Ma se ci asciugo piatti, passo sul banco, magari asciugo al volo un tagliere… allora non mi faccio più illusioni: 60 gradi. È la temperatura che, nella pratica, mi ha risolto il problema dell’odore e mi ha tolto quella sensazione di “panno sempre uguale anche se lavo”.
Due regole che mi hanno salvato:
- Non li mischio con il resto. Se li butti insieme a magliette, pigiami, roba delicata, finisci sempre per scegliere un programma tiepido e nessuno vince. Io faccio un mini-carico cucina quando ne ho abbastanza.
- Non aspetto che diventino “da buttare”. Se uno strofinaccio ha già preso quell’odore di umido/unto, poi te lo porti dietro per settimane.
Quando sono unti (capita: sugo, olio, frittura), prima di metterli in lavatrice faccio una cosa semplicissima: una goccia di detersivo piatti sulla macchia, strofino un secondo e via. Ogni tanto, se sono bianchi e resistono, metto un cucchiaio di percarbonato: non per “profumare”, ma per togliere l’impronta di sporco e odore.
Quando 40 gradi basta davvero (e quando no)
Se in casa siete in pochi, cambi lo strofinaccio ogni giorno e non lo lasci mai umido appallottolato sul lavello, 40 gradi ti può bastare. Ma se lo strofinaccio fa la vita che fanno quasi tutti gli strofinacci, mani, piatti, banco, fornelli, “aspetta che asciugo al volo questa cosa”, allora io ti dico senza giri di parole: 40 gradi spesso non è abbastanza.
E c’è un dettaglio che pesa quanto la temperatura: l’asciugatura. Ho notato che tanti problemi nascono lì. Se lavi bene ma poi li lasci umidi in un mucchio o appesi in un angolo dove non gira aria, l’odore te lo ricrei da sola, anche con la lavatrice perfetta. Io li stendo bene aperti o li faccio asciugare al sole quando posso: sembra una sciocchezza, ma cambia.






