Soprattutto durante l’estate, una bottiglia d’acqua è praticamente sempre con noi. La compriamo al supermercato, la mettiamo nella borsa da mare, la lasciamo in macchina e spesso facciamo scorte intere da tenere in casa.
Periodicamente, però, torna una preoccupazione: l’acqua imbottigliata può essere contaminata da metalli pesanti?
Tra notizie di richiami, contaminanti e sostanze potenzialmente pericolose, capire quando esiste un rischio concreto e quando invece stiamo semplicemente alimentando una paura può diventare complicato.
Quando parliamo di contaminazione dell’acqua, tra le sostanze che vengono monitorate possono esserci elementi come piombo, arsenico, cadmio e mercurio. La loro eventuale presenza non significa automaticamente che quell’acqua rappresenti un pericolo: ciò che conta è soprattutto la concentrazione e il rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa.
L’acqua destinata al consumo umano e le acque minerali commercializzate sono sottoposte a requisiti e controlli specifici. Per questo motivo non dobbiamo partire dal presupposto che bere acqua confezionata esponga normalmente a quantità pericolose di metalli pesanti.
Diverso è il caso di una contaminazione accertata o di un lotto richiamato. In presenza di un avviso ufficiale, è importante controllare marca, numero del lotto e altre indicazioni riportate sulla confezione e seguire quanto comunicato dalle autorità, senza continuare a consumare il prodotto interessato.
E attenzione a non confondere metalli pesanti e microplastiche. Sono due questioni differenti: la presenza di particelle plastiche nell’acqua confezionata è oggetto di studio, ma non equivale a una contaminazione da piombo, arsenico o altri metalli.
C’è poi un’abitudine che merita particolare attenzione quando fa caldo: lasciare per molto tempo le bottiglie sotto il sole o all’interno di un’automobile surriscaldata. L’acqua confezionata dovrebbe essere conservata rispettando le indicazioni riportate sull’etichetta, generalmente in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta e dalle fonti di calore.
Questo non significa che una bottiglia lasciata al caldo per qualche minuto diventi improvvisamente tossica o si riempia di metalli pesanti. Significa semplicemente che sottoporre continuamente l’imballaggio a condizioni di conservazione diverse da quelle raccomandate non è una buona abitudine.
Controlliamo anche l’integrità della confezione. Una bottiglia deformata, danneggiata, con il tappo non integro o con caratteristiche anomale non dovrebbe essere consumata con leggerezza. E una volta aperta, soprattutto se beviamo direttamente dalla bottiglia, è meglio evitare di lasciarla per giorni al caldo.
La paura dei metalli pesanti, quindi, non dovrebbe portarci a considerare automaticamente pericolosa tutta l’acqua imbottigliata. È molto più utile prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali in caso di richiami, conservare correttamente le confezioni e non affidarsi a messaggi allarmistici che circolano sui social.
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