Il calamaro è uno dei molluschi più amati della cucina italiana, ma spesso viene evitato perché la sua pulizia sembra complicata. In realtà, pulire un calamaro è un’operazione semplice, che richiede solo pochi minuti e un po’ di manualità.

Il segreto è conoscere l’anatomia del mollusco e seguire l’ordine giusto: prima la testa, poi le interiora, poi la pelle e infine la penna. L’errore più comune è iniziare a pulire il calamaro senza averlo prima preparato, oppure usare troppa acqua, che ne diluisce il sapore.

Come pulire il calamaro - RicettaSprint
Come pulire il calamaro – RicettaSprint

Con il giusto metodo, in pochi passaggi si ottiene un calamaro pulito, pronto per essere farcito, tagliato ad anelli o cucinato intero. E la soddisfazione, quando lo vedi tornare bianco e lucido, è quella di chi sa che il risultato finale sarà all’altezza.

Passo dopo passo: testa, interiora, penna, pelle (e la sacca non si rompe)

Il primo passo è separare la testa dal corpo. Si tiene il calamaro per la sacca e si tira delicatamente la testa verso l’esterno, fino a staccarla. Con essa usciranno anche le interiora e il sacchetto dell’inchiostro, che va rimosso con cura per non romperlo. Poi si estrae la penna, quella trasparente e cartilaginea che si trova all’interno della sacca: basta infilare due dita e tirarla via con un movimento deciso ma delicato. A questo punto si rimuove la pelle esterna, quella sottile e violacea: si incide leggermente con un coltello e si tira via con le mani, come si farebbe con una calza.

Per i calamari più piccoli, la pelle può anche essere lasciata, ma per quelli grandi è meglio rimuoverla, perché in cottura diventa gommosa. Infine, si tagliano gli occhi e il becco dalla testa, e si lavano tutte le parti sotto l’acqua corrente, senza strofinare.

L’ultimo segreto: asciugare bene e conservare (e la testa non si butta mai)

Dopo aver pulito il calamaro, è fondamentale asciugarlo bene con carta da cucina, tamponando senza strofinare, per non disidratarlo. La testa, i tentacoli e le pinne non vanno mai buttati: sono parti pregiate, perfette per sughi e ripieni. Si possono conservare in frigorifero per 24 ore, avvolti in un panno umido, o congelare per un massimo di 2 mesi. Il trucco per non farli indurire in cottura è cuocerli pochissimo: mai superare i 2-3 minuti in padella o in acqua bollente. Oltre, diventano gommosi.

È un gesto che richiede un minuto e che ti ripagherà con un piatto più buono, più sano e più autentico. E la soddisfazione, quando li vedrai pronti in padella, sarà quella di chi sa di aver fatto tutto da sé. Perché la cucina, come la vita, è fatta di piccoli gesti. E pulire un calamaro è uno di quelli che, una volta imparati, non si dimenticano più.