Prepariamo una macedonia, sbucciamo una banana o mangiamo una mela e ciò che resta finisce quasi automaticamente nell’umido.
Eppure, se abbiamo un piccolo orto, alcuni di questi scarti possono avere una seconda vita.
Le bucce della frutta contengono materia organica e nutrienti che, attraverso un corretto processo di decomposizione, possono tornare utili al terreno. Questo, però, non significa che sia una buona idea sotterrare qualsiasi buccia direttamente accanto alle nostre piante.
Bucce di mela, pera, banana, melone e numerosi altri scarti vegetali possono entrare nella compostiera insieme agli altri materiali organici adatti. Qui, con il tempo e nelle corrette condizioni, vengono decomposti e contribuiscono alla formazione del compost da utilizzare successivamente nell’orto.
Il segreto sta nell’equilibrio. Gli scarti di frutta sono materiali piuttosto umidi e ricchi di azoto e non dovrebbero costituire da soli tutto il contenuto della compostiera. Possiamo alternarli a materiali più secchi e ricchi di carbonio, come foglie secche, piccoli rametti e cartone non plastificato e privo di residui non adatti al compostaggio.
Tagliare le bucce in pezzi più piccoli può facilitare il processo, aumentando la superficie disponibile per la decomposizione. Anche aerazione e umidità sono importanti: un compost eccessivamente bagnato e compatto può iniziare a emanare cattivi odori anziché trasformarsi correttamente.
Una volta maturo, il compost può essere incorporato nel terreno o distribuito secondo le esigenze delle colture, diventando un modo semplice per restituire sostanza organica all’orto e ridurre contemporaneamente gli scarti della cucina.
Sul web è molto diffusa l’abitudine di tagliare le bucce di banana e sotterrarle vicino alle radici perché ricche, tra le altre cose, di potassio. Il problema è che una buccia non è un fertilizzante immediatamente disponibile per la pianta: prima deve essere decomposta dai microrganismi.
Lasciare grandi quantità di frutta o bucce direttamente sulla superficie del terreno può inoltre attirare moscerini, insetti e altri animali, oltre a provocare cattivi odori durante la decomposizione. Meglio quindi passare dalla compostiera anziché trasformare ogni vaso o aiuola in un contenitore per gli avanzi della cucina.
Lo stesso vale per la cosiddetta “acqua di banana”, ottenuta lasciando le bucce in ammollo. Non possiamo sapere con precisione quali nutrienti e in quali quantità siano passati nell’acqua e non rappresenta un sostituto affidabile di una concimazione calibrata sulle necessità della pianta.
Attenzione, infine, alle bucce ammuffite o provenienti da frutta trattata: quando abbiamo dubbi su ciò che può entrare nella compostiera domestica, è meglio seguire le indicazioni del proprio sistema di compostaggio.
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