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Canovacci da cucina, non bastano 30 gradi per igienizzarli

Il canovaccio è forse l’oggetto più usato in cucina, eppure il più trascurato. Lo si usa per asciugare i piatti, pulire il piano, asciugare le mani, e spesso lo si lascia bagnato e arrotolato sul lavandino.

È l’errore più grave: l’umidità è il miglior alleato di batteri e cattivi odori, e un canovaccio umido diventa un nido per germi in poche ore. La regola d’oro è: cambialo ogni giorno, o anche più spesso se lo usi per asciugare carne cruda o liquidi.

Canovacci da cucina come vanno lavati – RicettaSprint

Meglio avere più canovacci e alternarli che usare lo stesso per tutto il giorno. La frequenza del cambio è la prima barriera contro la contaminazione batterica in cucina.

Lavaggio in lavatrice: la temperatura minima è 60°C (e l’ammorbidente è vietato)

Il lavaggio in lavatrice è il metodo più pratico, ma va fatto con criterio. La temperatura minima per igienizzare è 60°C, ma per i canovacci in cotone o lino si può arrivare anche a 95°C. La microfibra, invece, va lavata a temperature più basse (40-60°C) per non rovinarla.

Prima del lavaggio, per le macchie ostinate o i tessuti ingialliti, un ammollo in acqua calda con sapone di Marsiglia e bicarbonato per 30 minuti fa miracoli. Il percarbonato di sodio è un altro alleato: aggiunto al detersivo, sbianca e igienizza senza candeggina. Da evitare invece l’ammorbidente, che riduce l’assorbenza del tessuto e lascia un film che intrappola lo sporco. Un canovaccio pulito è anche un canovaccio che asciuga bene.

L’asciugatura è il momento decisivo: stendere subito e al sole (l’umidità è il vero nemico)

L’asciugatura è il momento decisivo. Il canovaccio va steso subito dopo il lavaggio, preferibilmente all’aria aperta e al sole, che ha un potere disinfettante naturale. Se lo si lascia umido in un angolo, i batteri tornano in poche ore. L’asciugatrice va bene per i modelli che la supportano, ma l’aria resta il metodo più delicato.

Un trucco intelligente: usare un canovaccio pulito e asciutto nella lavastoviglie alla fine del ciclo, appoggiato all’interno, assorbe l’umidità residua e lascia i bicchieri senza aloni. La prossima volta che prendi un canovaccio, ricordati: non è solo un panno, è un filtro tra te e il cibo. Trattalo con rispetto. E la prossima volta che lo lasci bagnato sul lavandino, pensa a quanti batteri si stanno moltiplicando in quel momento. L’asciugatura, come sempre, è la vera prova. E il sole, anche in estate, è il miglior disinfettante che hai. Gratis. E senza controindicazioni

Francesca Guglielmino

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Francesca Guglielmino

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