Si apre la lavastoviglie, si infilano i piatti, si chiude. Nessuno guarda il cestello, quella griglia inferiore dove poggiano le stoviglie più pesanti.
Eppure, lì dentro, si accumulano silenziosamente frammenti di cibo, residui di grasso, semi, lische, pezzetti di plastica delle etichette. Con il tempo, questi detriti ostruiscono i fori dell’acqua e i braccioli rotanti.
Il primo segnale è un lavaggio che lascia i bicchieri opachi e i piatti ancora sporchi sul fondo. Molti pensano sia colpa del detersivo o del programma sbagliato. Il più delle volte, invece, il problema è il cestello sporco. Non la parte superiore, ma la struttura complessa fatta di raggi, incastri e piccole cavità dove l’acqua non arriva con forza. Pulirlo non è difficile, ma richiede di smontarlo e di guardare dove non si vede.
La maggior parte dei cestelli della lavastoviglie è removibile. Si solleva, si estrae dalla guida e si porta nel lavandino. L’errore più comune è passare solo una spugnetta sulla superficie. I residui si annidano sotto i profili in gomma e nei connettori dei braccioli.
Per pulirlo a fondo, si riempie il lavandino con acqua calda e un cucchiaio di bicarbonato, si immerge il cestello e si lascia agire per 20 minuti. Il bicarbonato scioglie i grassi e ammorbidisce le incrostazioni. Poi, con uno spazzolino da denti a setole dure, si strofinano ogni fessura, ogni giuntura, ogni punto dove i rebbi si inseriscono. Si presta particolare attenzione ai braccioli inferiori: i loro fori minuscoli spesso sono otturati da calcare o frammenti. Un stecchino di legno basta a liberarli. Si sciacqua abbondantemente e si rimonta.
Il cestello andrebbe pulito in questo modo una volta al mese, o almeno ogni due mesi per chi usa la lavastoviglie tutti i giorni. In mezzo, bastano piccoli accorgimenti: prima di caricare, raschiare i piatti dai residui grossolani; non sovraccaricare il cestello inferiore, perché l’acqua deve circolare; una volta a settimana, rimuovere il cestello e sciacquarlo rapidamente sotto l’acqua corrente per eliminare i frammenti più visibili.
Chi trascura questo dettaglio si ritrova dopo un anno con una lavastoviglie che non lava più, costringendosi a chiamare un tecnico o a cambiare i braccioli. Pulire il cestello non è un’ossessione, è un gesto di manutenzione ordinaria che richiede dieci minuti al mese. E la differenza tra piatti puliti e piatti ancora unti sta proprio lì, in quella griglia che nessuno guarda. La prossima volta che la lavastoviglie fa strani rumori o i bicchieri restano opachi, non dare la colpa al detersivo. Solleva il cestello e guarda cosa si nasconde sotto. Molto probabilmente, è lì il problema.
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