La moka è un concentrato di chimica applicata: l’acqua, salendo sotto pressione, estrae dal caffè oli, acidi clorogenici e molecole volatili. Quando il calcare si deposita sulle pareti della caldaia e sul filtro, crea una superficie ruvida e porosa che assorbe parte di questi composti, li trattiene e li rilascia a ogni successiva utilizzo.
Il risultato è un caffè dal sapore piatto, talvolta amaro e metallico. Molti usano l’aceto bianco per decalcificare, ma il suo odore penetra nell’alluminio e nel silicone della guarnizione, e anche dopo risciacqui abbondanti, la prima caffettiera successiva avrà un retrogusto acido.
Lo stesso vale per il limone, le cui tracce di zuccheri e oli essenziali si alterano con il calore. La soluzione è un acido che si elimina completamente senza lasciare residui organici: l’acido citrico.
L’acido citrico in polvere (quello per marmellate o per pulire) è un chelante naturale che scioglie il calcare senza impregnare i metalli di odori. La dose ideale è un cucchiaio raso (circa 15 grammi) per un litro d’acqua. Si smonta la moka, si toglie il filtro e la guarnizione, e si riempie la caldaia con la soluzione fino alla valvola. Si monta il raccoglitore vuoto e si porta sul fuoco medio.
Appena l’acqua inizia a salire (dopo 3-4 minuti), si spegne e si lascia agire per altri 5 minuti. L’acido caldo reagisce con i depositi trasformandoli in sali solubili. Si butta il liquido, si smonta di nuovo e si sciacqua ogni pezzo con acqua corrente abbondante, insistendo sulla filettatura e sul filtro. Per neutralizzare ogni traccia residua di acido, si fa una prima caffettiera vuota (solo acqua) e la si getta. La seconda sarà perfetta.
La frequenza ideale è una decalcificazione completa ogni 30-40 caffè, o al primo segno di deposito bianco sulla valvola. Per rallentare la formazione del calcare, usare acqua a basso contenuto di sali minerali (quelle in bottiglia con residuo fisso sotto i 50 mg/litro). Dopo ogni uso, non lasciare la moka montata con i fondi umidi: smontare, sciacquare la caldaia e asciugare il filtro con un panno.
Il silicone della guarnizione va trattato separatamente: non va immerso nell’acido citrico, perché si degrada; si pulisce con un panno umido e un goccio di sapone neutro. Con questi accorgimenti, la moka non accumulerà calcare, e il caffè avrà sempre il sapore che ti aspetti. Senza retrogusti.
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