Il profumo “pulito” non è quello che ti stordisce appena entri in casa. È quello che ti fa pensare: qui si vive, punto. Io l’ho capito dopo l’ennesimo spray comprato d’impulso: due spruzzi e sembrava di avere la profumeria in cucina, poi dopo mezz’ora restava solo una nota chimica e la sensazione di aria pesante.

Da lì ho iniziato a fare prove con quello che avevo già sul piano: agrumi e aromatiche. Il simmer pot, in pratica, è questo: un infuso non da bere ma da “respirare”, una tisana per la casa fatta sul fornello a fiamma bassissima. Semplice, ma con una logica precisa.

Simmer pot primaverile - RicettaSprint
Simmer pot primaverile – RicettaSprint

Il punto è che non stai coprendo gli odori: stai riempiendo l’aria di molecole volatili naturali. Nel limone ci sono terpeni come il limonene (quello che senti appena gratti la buccia), menta e basilico invece giocano su mentolo, eugenolo e linalolo: note fresche, verdi, che “tagliano” l’odore di cucina senza fare a pugni con lui. Ho notato che funziona soprattutto dopo fritti leggeri, pesce, cipolle: quando la casa resta pulita, ma l’aria racconta ancora cosa hai cucinato.

L’infuso limone, menta e basilico: cosa serve (e perché funziona)

Qui non serve essere scenografici. Serve essere costanti e non far bollire come se stessi preparando la pasta.

  • 1 limone non trattato (o ben lavato), tagliato a fette
  • 6–10 foglie di menta
  • 6–10 foglie di basilico
  • 1 litro d’acqua (anche 1,5 se vuoi farlo durare di più)

Io uso una casseruola piccola, perché si scalda in fretta e non sprechi gas. Metto l’acqua, aggiungo le fette di limone e porto quasi a bollore. Appena vedo le prime bollicine piccole sul fondo, abbasso al minimo. La regola è questa: deve “sospirare”, non bollire. Se bolle forte, in pochi minuti l’acqua scende e gli oli essenziali si consumano in modo aggressivo, lasciandoti un profumo più amaro e “cotto”.

Le erbe le aggiungo dopo 5 minuti, non subito. Menta e basilico sono delicati: se li butti dall’inizio, li strapazzi e perdono la parte più fresca. Così invece rilasciano profumo in modo graduale.

Come usarlo senza trasformare la cucina in un laboratorio

Lo lascio andare 20–40 minuti, dipende da quanto “carica” è l’aria. Ogni tanto rabbocco con un bicchiere d’acqua calda, così non si asciuga. Quando spengo, lascio la pentola lì con il coperchio socchiuso: continua a profumare anche a fornello spento, sfruttando il calore residuo.

Il consiglio pratico che mi ha evitato disastri: non allontanarti mai con la fiamma accesa se hai poca acqua in pentola. Se vuoi farlo più a lungo, metti più acqua dall’inizio o passa a un fornellino elettrico a temperatura bassissima. E se hai animali o bambini curiosi, meglio scegliere una zona protetta del piano o una piastra lontana dai bordi: il profumo deve “uscire”, non deve diventare un rischio.