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Cottura della pasta a fornello spento, con il caro bollette è l’unica soluzione

Si aprono le bollette e il respiro si blocca. Non è un’esagerazione, è la realtà che molte famiglie italiane vivono ogni mese. Il gas, la luce, il caro vita che si mangia lo stipendio prima ancora di arrivare a fine mese. In cucina, che è il cuore della casa, il problema si sente doppio.

Si accendono i fornelli ogni giorno, almeno una volta, spesso due. La pasta, che è il piatto nazionale, richiede acqua che bolle e una fiamma che resta accesa per dieci, dodici minuti. Sembra poco, ma moltiplicato per i pasti dell’anno, diventa un costo che pesa.

E allora si comincia a cercare alternative, a chiedersi se si può fare diversamente, se esiste un modo per mangiare bene senza dover accendere il gas per tutto quel tempo.

Ogni trucco è buono quando si deve risparmiare

In tempi di rincari, ogni tecnica di risparmio è bene accetta. E quella della cottura della pasta a fornello spento è una di quelle che sorprende per semplicità ed efficacia. Non è un trucco da fame, è un metodo scientifico che sfrutta il principio dell’inerzia termica.

L’acqua, una volta portata a bollore, mantiene una temperatura sufficiente a cuocere la pasta anche senza fiamma. Basta calcolare i tempi giusti e rispettare qualche accorgimento. La prima volta che ho provato ero scettica. Poi ho visto la pasta uscire al dente, identica a quella cotta nel modo tradizionale, e ho capito che potevo risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Come si fa e perché funziona

Il procedimento è semplice. Si riempie una pentola con l’acqua necessaria, si porta a bollore a fiamma viva. Si sala, si getta la pasta, si mescola bene per evitare che si attacchi. A questo punto si spegne il fuoco, si copre la pentola con un coperchio, e si lascia la pasta nell’acqua calda per il tempo indicato sulla confezione. L’acqua, che ha raggiunto i 100 gradi, scende lentamente di temperatura, ma rimane sufficientemente calda per idratare la pasta e cuocerla uniformemente.

Per i formati più spessi o per chi preferisce una cottura più al dente, si può allungare di un minuto o lasciare il coperchio leggermente aperto. Il risultato è una pasta perfettamente cotta, che ha assorbito l’acqua di cottura e rilasciato l’amido nel modo giusto. Si scola, si condisce, e nessuno si accorge della differenza. Il risparmio, invece, si vede. In bolletta.

Francesca Guglielmino

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Francesca Guglielmino

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