Togliamo il pane, dimezziamo la pasta e improvvisamente cominciamo a controllare persino la quantità di frutta che mangiamo. Quando iniziamo una dieta low carb è facile pensare che meno carboidrati riusciamo a mettere nel piatto, migliori saranno i risultati.
Ma ridurre i carboidrati non significa necessariamente eliminarli. Low carb, inoltre, è una definizione piuttosto ampia: la quantità prevista può cambiare considerevolmente in base al programma alimentare e alle esigenze individuali.
Proprio per questo uno degli errori più comuni è costruire autonomamente una dieta estremamente restrittiva pensando che sia semplicemente una versione più efficace della stessa strategia.
Pane e pasta diventano immediatamente i principali imputati, ma i carboidrati sono presenti anche in alimenti nutrizionalmente interessanti come legumi, frutta, cereali integrali e alcune verdure. Eliminarli indiscriminatamente può ridurre anche l’apporto di fibre, vitamine e minerali.
C’è poi un altro errore frequente: sostituire tutto ciò che abbiamo eliminato con grandi quantità di formaggi, salumi, carne e condimenti. Una dieta con meno carboidrati non diventa automaticamente equilibrata perché contiene più proteine e grassi.
Se il nostro obiettivo è dimagrire, inoltre, le calorie continuano ad avere un peso. Olio, formaggi e frutta secca possono trovare spazio nell’alimentazione, ma non diventano alimenti senza limiti soltanto perché contengono pochi carboidrati.
Quando riduciamo sensibilmente i carboidrati, nei primi giorni la bilancia può scendere rapidamente. Una parte del cambiamento iniziale può dipendere dalla riduzione delle riserve di glicogeno e dell’acqua a esse associata: non dobbiamo quindi interpretare ogni chilo perso immediatamente come grasso corporeo.
Non trascuriamo neppure idratazione e fibre. Modificare improvvisamente l’alimentazione può cambiare anche la regolarità intestinale, soprattutto se abbiamo eliminato molti degli alimenti vegetali che consumavamo abitualmente.
Infine, non trasformiamo una dieta low carb in una gara a chi mangia meno. Stanchezza persistente, debolezza o altri disturbi non sono risultati da sopportare per dimostrare che la dieta sta funzionando.
In presenza di diabete, patologie renali, gravidanza, terapie farmacologiche o altre condizioni particolari, una forte riduzione dei carboidrati dovrebbe essere valutata con un professionista.
Una low carb, quindi, non si costruisce semplicemente cancellando pasta e pane. Il vero obiettivo è trovare una distribuzione degli alimenti che possiamo sostenere nel tempo, senza trasformare la dieta in una continua sottrazione.
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