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Fare la spesa in Italia costa di più che nel resto d’Europa, quanto spendiamo all’anno

Il nostro è tra i Paesi dove fare la spesa comporta un esborso maggiore, qual è il livello di spesa annua e quali sono le cause di tutto questo.

Ti capita mai di avere la sensazione di spendere sempre più del dovuto quando vai a fare la spesa? In realtà è proprio così e la cosa è confermata dalle ultime statistiche ufficiali Eurostat. Da noi si spende effettivamente di più rispetto che nel resto d’Europa. I prezzi dei generi alimentari variano in modo marcato tra i paesi europei, con differenze significative tra le economie occidentali, nordiche e quelle dell’Europa orientale o sudorientale.

Fare la spesa in Italia costa di più che nel resto d’Europa, quanto spendiamo all’anno – ricettasprint.it

La misurazione in questione è basata su quello che è un paniere alimentare standard pari a 100 euro. I valori che superano questa cifra indicano che un paese è più costoso della media europea, mentre valori sotto 100 indicano una spesa più conveniente rispetto alla stessa media generale del Vecchio Continente. Secondo i dati Eurostat, tra le 36 nazioni monitorate nel 2024, il paese in cui fare la spesa risulta più economico è la Macedonia del Nord, con un costo del paniere alimentare di 73 euro, il 27% al di sotto della media UE.

Dove conviene fare la spesa?

All’interno dell’Unione Europea, il dato più basso è stato registrato in Romania (74,6 euro), con costi inferiori del 25,4% rispetto alla media europea. All’estremo opposto c’è la Svizzera, e diciamo pure che non è che fosse molto difficile da immaginare. La Svizzera emerge come il paese con la spesa alimentare più cara. Da quelle parti il paniere costa 161,1 euro, ovvero il 61,1% in più rispetto alla media del continente.

Dove conviene fare la spesa? – ricettasprint.it

Anche altri paesi associati all’area EFTA, come Islanda (146,3 euro) e Norvegia (130,6 euro), si collocano tra i paesi più costosi dove fare la spesa, con la cosa che si spiega con il fatto che economie più ricche e con salari più alti tendono ad avere prezzi alimentari più elevati.

All’interno dell’Unione Europea, la Spesa più elevata, oltre alla Svizzera, si osserva anche in paesi come Lussemburgo, dove il paniere alimentare tocca 125,7 euro, superiore del 25,7% alla media UE. Altri paesi occidentali e nordici, quali Danimarca, Irlanda, Francia e Austria, si collocano al di sopra della media UE per prezzi alimentari.

La posizione dell’Italia

L’Italia si situa leggermente al di sopra della media europea di spesa, con un indice di prezzo di 104 per il paniere alimentare. Ciò significa che fare la spesa nel nostro paese è circa il 4% più caro rispetto alla media dell’Unione Europea. Tra i cosiddetti “Big Four” dell’Unione (Germania, Francia, Italia e Spagna), l’Italia e la Germania si distinguono come gli unici paesi in cui i prezzi alimentari superano la media UE, con la Germania poco più sotto di noi (circa 102,9).

La posizione dell’Italia – ricettasprint.it

La collocazione italiana riflette la tendenza generale in Europa occidentale, dove i prezzi alimentari sono tendenzialmente più alti rispetto all’Europa centrale, orientale e sudorientale. In paesi come Spagna, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria, i prezzi si mantengono generalmente più contenuti, influenzando anche la percezione dei consumatori sul potere d’acquisto.

A generare questa situazione sono fattori quali la differenza nei redditi medi e nei salari, la produttività, i costi del lavoro nei settori agricolo e distributivo, e l’esposizione agli shock globali. Secondo Alan Matthews, professore del Trinity College Dublin, la motivazione principale delle differenze tra paesi risiede nei redditi e nei salari: dove questi sono più alti, come in Svizzera o Danimarca, il costo del lavoro si riflette più intensamente sul prezzo finale degli alimentari.

Per finire, una ulteriore causa di tutto quanto testé illustrato è legato a fenomeni periodici mondiali quali l’aumento dei costi energetici o le perturbazioni delle catene di approvvigionamento registrate durante la pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina. Situazioni che hanno favorito il sorgere dell’inflazione.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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