Lo riconosci subito: l’acqua scende lenta, poi fa quel gorgoglio secco e ti guarda dal fondo del lavandino come per dire “oggi no”. A me è successo una sera qualunque, con la cena da finire e la cucina già in modalità caos.

La tentazione è sempre la stessa: prodotti aggressivi, odore chimico, panico. Poi mi sono ricordata della nonna e di una cosa molto semplice: prima di “curare”, devi capire che ingorgo hai.

Se è grasso e sapone, lo sciogli. Se è un tappo di capelli e residui, lo smonti o lo tiri fuori. La chimica funziona solo sul problema giusto.

Il trucco in 2 minuti: acqua bollente + sapone (quando l’ingorgo è “di grasso”)

Ho notato che l’80% degli intoppi in cucina non è “misterioso”: è grasso raffreddato che si è incollato alle pareti del tubo, più un po’ di detersivo, più residui minuscoli. Qui la nonna vince facile perché usa calore e tensioattivi, non magia.

Io faccio così: tolgo l’acqua stagnante con un bicchiere, poi verso nel foro di scarico una bella spruzzata di detersivo per piatti (quello sgrassante, ma normale). Subito dopo butto dentro una pentolina di acqua bollente, non tiepida: deve essere davvero calda. Aspetto 60–90 secondi e poi apro il rubinetto con acqua calda a filo per vedere se riparte.

Tecnicamente è banale, ma efficace: il calore ammorbidisce i grassi, il detersivo li “emulsiona” (li spezza in micro-gocce) e l’acqua li trascina via. Se senti che migliora ma non è ancora libero, ripeto una seconda volta e di solito finisce lì.

Solo una cosa: non farlo se sospetti plastica delicata o tubi vecchi e fragili. In quel caso acqua molto calda sì, ma non a ebollizione.

Se non basta: il metodo “pulito” senza idraulico

Quando capisco che non è grasso ma un tappo vero, passo alla parte pratica. La ventosa, se usata bene, è più potente di tanti prodotti: copro il troppo pieno (se c’è) con uno straccio bagnato, riempio il lavandino con due dita d’acqua e faccio colpi decisi. Se l’aria non scappa dai lati, l’onda di pressione può staccare il blocco.

E se anche la ventosa non risolve, io non insisto all’infinito: vado direttamente al sifone. Metto un secchio sotto, svito a mano (spesso basta), pulisco quello che trovo e richiudo. Non è piacevole, ma è veloce e definitivo. La prima volta mi sembrava un’operazione da ingegnere, poi ho capito che è più sporco che difficile.

Una nota importante: io eviterei il mix “bicarbonato + aceto” come soluzione universale. Fa schiuma, sì, ma non è un disgorgante serio: è utile per odori e manutenzione, non per un tappo ostinato. E soprattutto non va mai usato a caso se hai già versato prodotti chimici prima.