C’è un rimedio che torna puntuale ogni primavera, spinto dai social e tramandato da generazioni: una manciata di sale grosso tra le fughe del selciato, una soluzione sciolta in acqua calda da versare sulle erbacce, e le piante infestanti ingialliscono e appassiscono come d’incanto.
Sembra la soluzione perfetta: economica, naturale, a portata di dispensa. Il meccanismo, in apparenza, funziona. Il cloruro di sodio disidrata le cellule delle piante, compromette la pressione osmotica e impedisce l’assorbimento di nutrienti come calcio, magnesio e potassio.
Le radici si seccano, le foglie ingialliscono e la pianta muore. Sembra una vittoria. Ma è una vittoria di Pirro, perché il sale non ha ancora imparato a distinguere tra un’erbaccia e una piantina di lavanda. E, cosa più grave, una volta nel terreno, non se ne va più.
Il problema non è l’erbaccia, è il terreno che resta. Il sale non sparisce con la pioggia. L’acqua, anzi, lo trascina negli strati profondi fino a raggiungere le falde acquifere. Il sodio in eccesso è uno dei nemici più silenziosi della fertilità del suolo: si accumula, impermeabilizza il terreno e rende difficile, se non impossibile, la crescita di qualsiasi pianta in quella zona. Il terreno diventa duro, sterile, incapace di ospitare lombrichi, batteri e funghi simbiontici che lo tengono in vita.
E il danno non si ferma al giardino: il sale può arrivare a inquinare le falde acquifere, danneggiando le specie acquatiche più sensibili all’aumento della salinità. Chiunque lo abbia fatto almeno una volta non se ne sarà accorto subito. I problemi arrivano dopo qualche settimana, quando il suolo si trasforma in un blocco cementificato e anche un semplice fiore diventa impossibile da coltivare.
Il sale grosso può essere usato, con cautela, solo sulle superfici dure: tra le fughe del selciato, sui bordi dei vialetti, in quei punti dove non si vuole che cresca assolutamente nulla. Una manciata sparsa tra le piastrelle del terrazzo può funzionare. Ma per il resto del giardino, per l’orto, per le aiuole, è meglio dimenticarlo.
Esistono alternative che non distruggono il suolo: il diserbo manuale con un estirpatore, la pacciamatura con teli che soffocano le infestanti, il vapore o l’acqua bollente versata direttamente sulla pianta. Se proprio si vuole usare un rimedio liquido, l’aceto bianco (da solo, senza sale) può bruciare le foglie, ma agisce solo sulla parte aerea e le erbacce ricrescono dopo pochi giorni. Il sale, insomma, non è la soluzione green che sembra.
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