La minestra di lenticchie ha un vantaggio che spesso sottovalutiamo: sa “fare casa” anche quando il frigo è mezzo vuoto. Ho notato che basta una pentola, un soffritto fatto con calma e il tempo giusto di bollore per ottenere un piatto che sazia davvero, senza dover rincorrere pane e secondo.

La ricetta di mia suocera mi ha insegnato soprattutto una cosa: le lenticchie non vanno trattate come un legume qualsiasi. Se le fai cuocere a fuoco alto e le mescoli come fosse pasta, si spaccano e diventano farinose.

Se invece le accompagni con calore dolce e un filo d’amido “tirato fuori” nel momento giusto, la minestra viene densa, lucida, con quella consistenza che ti fa pensare di averci lavorato ore.

Minestra di lenticchie: la ricetta

Qui puoi usare lenticchie secche piccole (le più pratiche) o quelle già cotte, ma la differenza vera la fa la cottura lenta. Io preferisco le secche, perché tengono meglio e sanno di legume, non di scatola.

Gli ingredienti che ci serviranno sono i seguenti:

• 250 g lenticchie secche (meglio piccole; se usi quelle grandi valuta l’ammollo)
• 1 carota
• 1 costa di sedano
• 1 cipolla dorata piccola
• 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
• 2 cucchiai olio extravergine d’oliva
• 1 foglia di alloro o un rametto di rosmarino
• 1 cucchiaio concentrato di pomodoro oppure 200 g passata (facoltativi, ma danno profondità)
• 900–1100 ml acqua calda o brodo leggero
• sale e pepe
• pane tostato o pasta corta da minestra (facoltativi, per servirla “più cena”)

Procedimento (densa, saporita, senza diventare una pappa)

Sciacquo le lenticchie sotto acqua corrente finché l’acqua non è più torbida: non è maniacalità, è amido in eccesso che poi ti sporca il gusto. In casseruola faccio andare olio, cipolla tritata fine, carota e sedano a dadini piccoli con un pizzico di sale. Non devo bruciare nulla: devo “stancare” le verdure, farle diventare dolci e morbide. Dopo 6–7 minuti aggiungo l’aglio se lo uso e il concentrato di pomodoro, lo faccio tostare un minuto: quell’attimo di calore toglie l’acidità e ti dà un fondo più rotondo.

Verso le lenticchie, mescolo e copro con acqua calda o brodo. Metto alloro o rosmarino, porto a bollore e poi abbasso subito: deve sobbollire piano, 25–35 minuti a seconda della varietà. Ho notato che se il bollore è aggressivo le lenticchie si sfaldano e la minestra perde eleganza.

Quando sono quasi pronte, faccio il gesto da suocera: schiaccio con la forchetta un paio di cucchiai di lenticchie direttamente in pentola. Non frullo tutto. Mi serve solo un po’ di crema naturale che lega il brodo e rende la minestra “spessa” senza farina. Regolo di sale solo alla fine, perché il sale indurisce se lo metti troppo presto, e chiudo con pepe e un filo d’olio a crudo.

Il consiglio pratico è prepararla in anticipo: il giorno dopo è ancora migliore, perché l’amido assesta la consistenza. E se vuoi farla diventare una cena completa senza complicarti la vita, ci butti dentro una manciata di pasta corta negli ultimi minuti: una pentola sola, piatti puliti, e a tavola qualcuno chiederà davvero il bis.