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Paura di una Terza guerra mondiale, in vendita i kit di sopravvivenza: cosa c’è dentro

Il timore che possa scoppiare un nuovo conflitto bellico a livello globale è enorme, e c’è chi ha pensato di mettere in commercio quanto può servire per sopravvivere standosene ben nascosti.

Alcune grandi catene di supermercati hanno iniziato a vendere kit di sopravvivenza alimentare pensati per affrontare scenari di crisi prolungata — pandemie, uragani, emergenze economiche e blackout — proponendoli direttamente sugli scaffali accanto ai prodotti di uso quotidiano. Ma sono in tanti a temere anche che possa verificarsi un conflitto bellico su larga scala, visto l’atteggiamento sprezzante che la Russia sta avendo nei confronti dell’Occidente da almeno quattro anni, se non di più.

Paura di una Terza guerra mondiale, in vendita i kit di sopravvivenza: cosa c’è dentro – ricettasprint.it

I kit di sopravvivenza hanno lo scopo di fornire un sostentamento in situazioni di difficoltà oggettive improvvise. Dove non è possibile procedere con un consueto approvvigionamento per il sostentamento personale e della propria famiglia. Da quanto risulta, ci sono un bel po’ di persone interessate all’acquisto di kit di sopravvivenza.

Kit di sopravvivenza, cosa contengono (e cosa manca)

Un esempio emblematico è quello di Costco, che offre un kit “ReadyWise Emergency Food Supply” progettato per nutrire una persona per un intero anno. Il prezzo? Circa 2.999,99 dollari. Questo kit non è un semplice magazzino anticipato: si tratta di cestelli rigidi con coperchio e manico, simili a casse portatili, contenenti decine di pacchetti liofilizzati e disidratati che, una volta “rivitalizzati” con acqua, dovrebbero garantire pasti di emergenza.

Kit di sopravvivenza, cosa contengono (e cosa manca) – ricettasprint.it

I kit – venduti negli Stati Uniti – includono piatti preconfezionati come pasta Alfredo, zuppe con salsa e basilico, riso in salsa teriyaki, pasticci con patate, granola alla mela e cannella, pudding, cereali e altri alimenti “ready to eat”. Tuttavia, dietisti e nutrizionisti avvertono che queste scorte presentano gravi lacune nutrizionali. In particolare:

  1. Basso contenuto di fibre
  2. Proteine insufficienti
  3. Alto contenuto di sodio e zucchero
  4. Dipendenza dall’acqua per “riattivare” le scorte: se manca acqua potabile, gran parte del kit risulta inutilizzabile. In sostanza, il contenuto potrebbe non essere adatto per mantenere un’alimentazione equilibrata per un lungo periodo.

Criticità pratiche e conseguenze

Anche dal punto di vista logistico le criticità non mancano. Per rendere i cibi consumabili è necessario aggiungere molta acqua — quantità non trascurabili in situazioni di emergenza. Inoltre, questi kit contengono grandi quantità di cibo confezionato, che richiede spazio e condizioni di stoccaggio stabili.

Molti esperti suggeriscono che invece di acquistare un kit già pronto, è più efficace costruire scorte personalizzate basate su alimenti a lunga conservazione (legumi secchi, riso, pasta, conserve, semi, cereali) bilanciando carboidrati, proteine e micronutrienti.

Vale la pena acquistarlo?

Secondo il reportage, questi kit di sopravvivenza hanno un appeal forte in un clima di incertezza globale. Ma il prezzo elevato e il profilo nutrizionale discutibile li rendono strumenti più simbolici che realmente utili in tutti i contesti.

Per brevi periodi o per famiglie che vogliono una “copertura extra”, un kit già pronto può avere senso. Ma per periodi prolungati, è preferibile una preparazione ragionata e fai-da-te.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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Salvatore Lavino

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