La parola “detox” mi fa sempre alzare un sopracciglio: il corpo ha già fegato e reni che lavorano 24 ore su 24, e non gli serve una settimana di liquidi tristi per “ripulirsi”.
Però ho notato una cosa molto concreta: quando le persone dicono “mi sento gonfia”, spesso stanno parlando di ritenzione, di digestione lenta, di sonno scarso e di un po’ di sale di troppo nel quotidiano.

E lì il tè verde può avere senso, ma non perché “depura” in modo magico: perché è una bevanda con caffeina moderata e catechine che, se usata bene, può favorire una lieve diuresi e dare una sensazione di leggerezza senza trasformarsi in una punizione.
Il tè verde funziona se non lo rovini in tazza
Quello che mi interessa da giornalista gastronomica è il dettaglio tecnico che quasi nessuno rispetta: il tè verde si rovina in tazza se lo tratti come una camomilla.
Acqua bollente e tempi lunghi tirano fuori amarezza e astringenza, e a quel punto non lo bevi più (o lo bevi zuccherato, vanificando il senso). Nella mia esperienza la differenza tra “tè verde che aiuta” e “tè verde che ti resta sullo stomaco” è tutta in temperatura e minuti: il punto è estrarre aromi e una parte delle catechine senza bruciare tutto. Io faccio così: acqua a 75–80°C (se non hai un bollitore con temperatura, aspetta 6–7 minuti dopo il bollore), infusione 2 minuti per un sencha o una bustina decente. Se è matcha, è un altro mondo: lì non infondi, emulsioni.
Drenare sì, ma con misura e con un obiettivo realistico
Io mi tengo su 1–2 tazze al giorno, lontano dalla sera: ho notato che molte persone lo bevono dopo cena e poi dicono “dormo peggio”, e la spiegazione è semplice, c’è caffeina. La parola “depurarti” va maneggiata con onestà: il tè verde non sostituisce l’acqua, non cancella una dieta disordinata, non “lava” il fegato.
Quello che può fare, se lo inserisci bene, è aiutarti a bere di più, ridurre la voglia di bevande zuccherate e darti quel piccolo stimolo diuretico che, quando sei in fase “mi sento piena”, si percepisce. Il resto lo fanno le abitudini: meno sale nascosto, più potassio da frutta e verdura, camminata quotidiana. Il consiglio pratico con cui chiudo è semplice: provalo al mattino o primo pomeriggio, rispettando temperatura e tempi, e ascolta la risposta del tuo corpo; se ti dà acidità o agitazione, non è un fallimento, è solo il segnale che per te la dose o l’orario non sono quelli giusti.






