Con l’afa, il corpo spende energie per mantenere la temperatura interna, e la sudorazione fa perdere sali minerali (sodio, potassio, magnesio). La sensazione di fame diminuisce, ma il bisogno di nutrirsi resta. Molti si affidano a gelati, bibite zuccherate o patatine salate, pensando di rinfrescarsi.
È l’errore più comune. Questi alimenti provocano picchi glicemici seguiti da crolli di energia, e il sale in eccesso aumenta la sete e la ritenzione idrica.
Lo snack giusto per il caldo deve avere tre caratteristiche: idratare (senza zuccheri che dissetano solo in apparenza), reintegrare i sali minerali persi e dare energia a lento rilascio. Non serve un frullato o un pasto completo: basta una manciata di ciò che la natura ha già pronto. E che non si scioglie in borsa.
Il primo alleato è la frutta secca non salata: mandorle, noci, anacardi. Una manciata (circa 20 grammi) fornisce magnesio (che previene i crampi), potassio (che regola l’equilibrio idrico) e grassi buoni che saziano senza appesantire. Non vanno mai salate: il sale aumenta la sete. Il secondo è la frutta fresca ad alto contenuto d’acqua e basso indice glicemico: melone, anguria (ma attenzione alle dosi), pesche, albicocche.
L’anguria è ricca d’acqua e di licopene, ma va mangiata con moderazione per via del fruttosio. Meglio l’albicocca secca, che è più concentrata e dura di più (ma va scelta senza zuccheri aggiunti). Il terzo è un alimento che molti sottovalutano: i crackers di riso o le gallette di mais non salate, da abbinare a una fonte di proteine come un cucchiaino di hummus o una fettina di tacchino. Non devono essere farcite, ma portate in un contenitore separato.
Le mandorle si conservano in un barattolino o in un sacchetto di carta (non plastica, che le fa sudare). La frutta fresca va in un contenitore rigido per non schiacciarsi, ma meglio portarla già tagliata a cubetti e consumarla entro poche ore. Gli snack salati (gallette, crackers) vanno in un sacchetto ermetico per non ammorbidirsi. Il momento giusto per mangiarli è quando inizia il calo di energia, intorno alle 11 del mattino e alle 17 del pomeriggio, ma mai a stomaco completamente vuoto: il corpo reagisce meglio se lo snack è accompagnato da un sorso d’acqua.
L’errore più comune è portare yogurt o formaggi freschi: con il caldo si alterano in poche ore. Meglio optare per fonti proteiche asciutte come la frutta secca o i legumi tostati (ceci, soia). Con questi tre snack in borsa, il caldo diventa più gestibile, la fame non assale all’improvviso e l’energia resta stabile. E la prossima volta che senti il desiderio di una bibita ghiacciata, prova prima una manciata di mandorle e un sorso d’acqua. Spesso è ciò che il corpo chiede davvero. Non di zucchero, ma di sali.
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