Con l’arrivo di settembre e delle prime piogge torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati: la raccolta dei funghi. Basta una passeggiata nel bosco per iniziare a cercarli tra foglie e alberi, magari affidandoci all’esperienza tramandata in famiglia.

Ma quando comincia davvero la stagione dei funghi e, soprattutto, come possiamo sapere se quelli raccolti sono commestibili? Su quest’ultimo punto non possiamo permetterci improvvisazioni.

Raccogliere funghi - RicettaSprint
Raccogliere funghi – RicettaSprint

Non esiste una data precisa per l’inizio della raccolta. La crescita dipende dalla specie, dal territorio, dall’altitudine e soprattutto dalle condizioni meteorologiche. Per molte specie l’autunno rappresenta uno dei periodi più favorevoli, soprattutto dopo piogge accompagnate da temperature adatte, ma alcuni funghi compaiono anche in altri momenti dell’anno.

Come riconoscere i funghi buoni da quelli velenosi?

Qui dobbiamo dimenticare i rimedi tramandati e le fotografie confrontate velocemente sul telefono. Non esiste un metodo domestico sicuro per stabilire se un fungo sia commestibile.

Colore, odore, presenza di insetti o cambiamenti durante la cottura non permettono di escludere la tossicità. Anche specie commestibili e velenose possono presentare caratteristiche molto simili agli occhi di una persona inesperta.

Se raccogliamo funghi spontanei che intendiamo mangiare, la soluzione sicura è quindi farli controllare da un micologo qualificato, rivolgendoci ai servizi competenti presenti sul territorio, come gli ispettorati micologici delle aziende sanitarie dove disponibili.

Attenzione anche durante la raccolta

Prima di partire informiamoci sulle norme locali: permessi, quantità consentite, giornate e modalità di raccolta possono cambiare in base al territorio.

Raccogliamo soltanto esemplari integri e trasportiamoli in contenitori rigidi e aerati, evitando sacchetti di plastica che favoriscono schiacciamento e deterioramento. Non consumiamo esemplari molto deteriorati o non identificabili.

E soprattutto non assaggiamo mai un fungo crudo per cercare di capire se sia commestibile.

In caso di disturbi dopo aver mangiato funghi spontanei, come nausea, vomito, diarrea o altri sintomi, contattiamo rapidamente i servizi sanitari, senza aspettare che il problema passi da solo, conservando se possibile avanzi del pasto e dei funghi.

Settembre può quindi segnare l’inizio di una bellissima stagione nei boschi, ma la regola più importante rimane una: un fungo raccolto non diventa commestibile perché ci sembra di riconoscerlo. Prima di portarlo a tavola, facciamolo identificare da chi possiede le competenze per farlo.