Come riconoscere la carne andata a male e stare alla larga da eventuali rischi. In tal modo riusciremo ad evitare qualsiasi cibo avariato.
Riconoscere la carne andata a male è un qualcosa per il quale dovremmo farci trovare sempre preparati. Perché non sia mai che ingerissimo qualcosa di non più qualitativamente idoneo. Il rischio infatti è di incappare in delle intossicazioni alimentari o nell’imbattersi in qualche batterio. Come ad esempio quello della Salmonella, tanto per citare un esempio, e che inficia diverse tipologie di cibo.
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A seconda del tipo della carne, potremmo trovarci davanti a segnali di deperimento differenti. Ovviamente dobbiamo basarci sull’aspetto del prodotto, sul colore e sull’odore che lo contraddistinguono. Anche la consistenza è un fattore importante. Se al nostro vaglio occorre riconoscere la carne andata a male dopo averne comprata di confezionata, ricordiamoci di consultare la data di scadenza. Per la carne rossa c’è un lasso di tempo che arriva fino a 3 giorni per la sua conservazione. Il range si estende a 8 giorni di media invece quando cotta o di un piatto pronto. Ma se è in frigo per oltre 5 giorni dovremmo liberarcene subito.
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Qualora la data di scadenza risulti superata, non dovremmo mai indugiare nel buttare via tutto. I cattivi odori si riconoscono, quindi agiamo in tal senso allo stesso modo. Per annusare la carne poniamo qualche filtro. Ad esempio ripariamoci il naso ed il viso con una mano o con un fazzoletto. I tempi di conservazione in frigo per la carne macinata arrivano a 2 giorni.
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Per arrosti, bistecche e spezzatini possiamo aspettare anche fino a 5 giorni. C’è sempre la possibilità di congelare tutto quanto poi. In questo caso la durata si estende per mesi. Qualora ci siano aloni, venature o vere e proprie colorazioni tendenti al verde, saremmo davanti ad un sentore tipico di alimento avariato. Che è anche più appiccicoso al tatto.
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