La caponata siciliana è uno di quei piatti che quando li assaggi la prima volta ti chiedi perché non l’hai scoperta prima. Melanzane, sedano, capperi, olive, quel contrasto agrodolce che ti rimane in bocca e ti fa tornare indietro con la mente.
Il problema è che la versione classica affoga le melanzane nell’olio bollente, e quelle diventano piccole spugne. Dopo due cucchiaiate ti senti già pieno. Ma c’è un modo per avere lo stesso sapore, la stessa consistenza vellutata, senza dover poi fare i conti con la bilancia.
Il segreto è cuocere le melanzane al forno, non in padella. Perdono l’acqua di vegetazione, si concentrano, e non assorbiranno tutto il condimento come farebbe una spugna. Il resto della ricetta resta identico a quello della tradizione. E la sorpresa è che nessuno si accorge della differenza.
Per preparare questa caponata servono pochi elementi, ma di qualità. Le melanzane vanno tagliate a cubetti non troppo piccoli, perché in forno si restringono. Il sedano deve essere croccante, i capperi vanno dissalati bene, le olive verdi denocciolate. Il contrasto agrodolce lo danno lo zucchero e l’aceto, che vanno bilanciati con cura. Ecco le dosi per quattro persone:
Le melanzane si tagliano a cubetti di circa due centimetri, si dispongono su una teglia rivestita di carta forno, si spennellano con un filo d’olio e si infornano a 200 gradi per 15-20 minuti, finché sono morbide e leggermente dorate. Intanto, in una padella larga, si fa appassire la cipolla tritata con un filo d’olio. Si aggiunge il sedano a pezzetti e si lascia rosolare un paio di minuti. Uniamo i capperi e le olive, poi la passata di pomodoro, lo zucchero, l’aceto, sale e pepe. Si cuoce a fuoco dolce per dieci minuti.
A questo punto si aggiungono le melanzane cotte, si mescola delicatamente e si lascia insaporire per altri cinque minuti. La caponata è pronta. Si serve tiepida o fredda, come contorno, antipasto o su crostini. Si conserva in frigorifero per giorni, e il sapore migliora col tempo. Una volta provata, diventa un’abitudine.
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