C’è un malinteso diffuso: mangiare arance e kiwi farebbe venire la pelle più scura. Non è così. La vitamina C non contiene pigmenti, né stimola direttamente i melanociti. Il suo ruolo è più sottile e più importante: è un cofattore essenziale per la sintesi del collagene e un potente antiossidante che protegge le cellule della pelle dai danni dei radicali liberi indotti dai raggi UV.
Inoltre, favorisce l’assorbimento del ferro, necessario per la produzione di melanina. Senza un adeguato apporto di vitamina C, la pelle è più vulnerabile alle scottature e l’abbronzatura risulta spenta e disomogenea.
Quindi, la vitamina C non ti abbronza, ma ti aiuta ad abbronzarti meglio, più velocemente e con meno danni.
La frutta e la verdura fresche sono le fonti migliori di vitamina C. Peperoni rossi e gialli ne contengono fino a tre volte più delle arance (150-200 mg per 100 g). Anche kiwi, broccoli, cavolfiore, fragole, pomodori e agrumi sono ricchi. L’errore più comune è affidarsi ai succhi di frutta industriali: la vitamina C è sensibile alla luce e all’ossigeno, e dopo pochi giorni dalla spremitura si degrada.
Meglio il frutto intero, possibilmente crudo e appena tagliato. Una manciata di peperoni crudi nell’insalata, un kiwi a colazione, una spremuta d’arancia fatta al momento e bevuta subito: questi piccoli accorgimenti garantiscono un apporto efficace. Per chi fuma, il fabbisogno di vitamina C raddoppia (il fumo la distrugge), quindi servono porzioni più abbondanti.
Per preparare la pelle all’esposizione solare, la vitamina C va assunta con regolarità almeno 4-6 settimane prima dell’estate, non la settimana prima delle vacanze. Si accumula nei tessuti, ma non viene immagazzinata a lungo. L’abbinamento con la vitamina E (presente in mandorle, semi di girasole, olio di germe di grano) ne potenzia l’effetto antiossidante: insieme proteggono le membrane cellulari e prolungano la durata dell’abbronzatura. Una manciata di mandorle con un kiwi, o un’insalata di peperoni condita con olio di semi di girasole, è un’accoppiata vincente.
Attenzione: la vitamina C si degrada con il calore, quindi le verdure vanno consumate crude o cotte pochissimo (al vapore per pochi minuti). La prossima volta che sbucci un’arancia, ricordati: non stai mangiando un abbronzante, ma un alleato che aiuta la tua pelle a difendersi e a colorarsi meglio. Con pazienza e costanza, i risultati si vedono. E la pelle, oltre a essere più bella, sarà anche più sana.
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