C’è un momento, dopo una cena importante o un sugo che ha sobbollito per ore, in cui ti trovi davanti a una pentola che sembra irrecuperabile. Il grasso bruciato si è trasformato in una patina nera e dura, e la sola idea di strofinare con la paglietta ti fa venire il mal di braccio.
L’errore più comune è attaccare con forza bruta, usando spugnette abrasive o detersivi aggressivi che, oltre a rovinare il fondo della pentola, spesso non eliminano del tutto l’incrostazione.

La chimica insegna che il grasso polimerizzato (quello che si forma quando il calore è troppo alto e i grassi si legano al metallo) non si scioglie con i normali tensioattivi. Serve un acido che lo renda solubile, o un alcalino che lo emulsionì. E la nonna, che i prodotti chimici non li comprava, aveva già la soluzione in dispensa. L’unica cosa che non aveva, e che oggi abbiamo noi, è la fretta. Ma per questo trucco, serve solo un po’ di pazienza.
I rimedi naturali della nonna, così la pentola torna pulitissima!
La nonna sapeva che per pulire una pentola incrostata bastava l’aceto o il bicarbonato. O meglio, entrambi, ma usati in due fasi separate. L’aceto bianco di alcol, con il suo pH acido, scioglie i depositi di calcare e i grassi polimerizzati. Il bicarbonato, leggermente alcalino, neutralizza e aiuta a rimuovere i residui. Il trucco è non mescolarli mai insieme nello stesso momento: se li unisci, si neutralizzano a vicenda e ottieni solo una schiuma effervescente inutile.
L’ideale è una doppia azione: prima l’aceto per sciogliere, poi il bicarbonato per assorbire e strofinare delicatamente. La pasta di bicarbonato e acqua, applicata e lasciata agire, è anche un ottimo modo per rimuovere le ultime tracce. Per le pentole in alluminio, però, meglio evitare l’aceto per troppo tempo perché potrebbe annerirle. In quel caso, si usa solo il bicarbonato e un po’ di sapone di Marsiglia. Lasciare agire il rimedio per almeno un’ora (o una notte, se l’incrostazione è molto spessa) è ciò che fa la differenza tra una pentola che torna a brillare e una che rimane segnata.
Il procedimento in tre passaggi: scaldare, agire, strofinare (e il trucco della patata per i fondi bruciati)
Il metodo più efficace per pulire una pentola incrostata è quello della bollitura. Si riempie la pentola con acqua e si aggiunge mezzo bicchiere di aceto bianco. Si porta a bollore e si lascia sobbollire per 10-15 minuti. L’acqua calda e l’aceto, insieme, sciolgono il grasso polimerizzato. Poi si butta l’acqua, si aspetta che la pentola si intiepidisca, e si cosparge il fondo con bicarbonato. Con una spugna morbida (mai la paglietta!) si strofina con movimenti circolari. Le incrostazioni più dure si staccano da sole. Se il fondo è bruciato da un sugo o da un latte dimenticato sul fuoco, c’è un trucco extra: si taglia una patata a metà, si cosparge di bicarbonato e si strofina direttamente sul fondo bruciato.
L’amido della patata, combinato con il bicarbonato, agisce come un abrasivo delicato e assorbe i residui carbonizzati. Dopo il trattamento, si sciacqua e si asciuga. La pentola tornerà a essere come nuova, senza graffi, senza prodotti chimici, e con un solo ingrediente che ogni casa ha. La nonna, insomma, aveva ragione.






