La presenza di farmaci nel latte ha rappresentato un tema molto discusso – anche coi toni sbagliati – negli ultimi giorni. Come stanno davvero le cose.

Farmaci nel Latte
Inchiesta de Il Salvagente sulla presenza di Farmaci nel latte FOTO ricettasprint

La rivista ‘Il Salvagente’ ha compiuto nei giorni scorsi una inchiesta relativa la presenza di farmaci nel latte. Ed ora ‘Il Fatto Alimentare’ riporta le parole di Alessandro Fantini, direttore di Ruminantia®, in merito a questa ricerca. Ne viene fuori un messaggio che è prioritario da dover diffondere. Ovvero evitare inutili allarmismi. ‘Il Salvagente’ illustrerà i dati della sua inchiesta denominata ‘Ombre sul Latte’ nel numero di febbraio 2020. Quanto ricercato dalla rivista trae ispirazione da una ricerca condotta dalla Università Federico II di Napoli e dall’ateneo di Valencia.

Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista specializzata di settore ‘Journal of Dairy Science’ proprio a gennaio 2020. Oggetti di analisi, 56 campioni di latte italiano che hanno presentato dosaggi estremamente bassi di agenti contaminanti. Per estremamente bassi si intende che la loro presenza è stata certificata essere molto distante dal Limite Massimo Residuo (LMR) fissato per legge. Del tutto assenti le micotossine.

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Farmaci nel Latte, i risultati de ‘Il Salvagente’

Ma in quasi la metà dei campioni (il 49% per la precisione) c’erano sostanze farmacologicamente attive, per valori compresi fra 0.007 e 4.53 ng/ml. Sono sostanze veicolate in maniera diversa (per via aerea ad esempio) e che finiscono nel prodotto lavorato. Con una rilevabilità strumentale comunque assolutamente non nociva. Per rendere una idea rassicurante della cosa, nel 2018 il Ministero della Salute ha dichiarato non conferme appena lo 0,1% dei campioni analizzati. ‘Il Salvagente’, nella sua ricerca di farmaci nel latte, si è concentrato sulla eventuale presenza di 24 principi farmacologici attivi di solito impiegati negli allevamenti bovini. Il più presente è il Meloxicam, un antinfiammatorio non steroideo, seguito dal corticosteroide Desametasone e dall’antibiotico Amocicillina. “Il meloxicam, antifiammatorio non steroideo (Fans), è presente nel 23.8% dei campioni analizzati, ed in particolare in Carrefour Latte Intero Fresco (0.293 μg/kg)”, sottolinea ‘Il Fatto Alimentare’.

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I limiti di tollerabilità sono molto distanti

La sostanza è presente anche nei prodotti Esselunga Latte Intero Fresco di Alta Qualità (0.184 μg/kg), Ricca Fonte Intero Uht (0.019 μg/kg), Parmalat Zymil Alta Digeribilità Fresco (0.06 μg/kg) e LIDL Latte Fresco Intero (0.02). Tutti sempre ben al di sotto del limite massimo tollerato. “Il desametasone, un anti-infiammatorio steroideo (glucocorticoide di sintesi), è stato rilevato nel 38% dei campioni, ed in particolare in Coop Origine Latte Italiano Alta Qualità Fresco (0.141 μg/kg), Conad Qualità Latte Fresco (0.192 μg/kg), Granarolo Alta Qualità Fresco (0.199 μg/kg), Parmalat Puro Blu Microfiltrato (0.215 μg/kg), Carrefour Latte Parzialmente Scremato Uht (0.275 μg/kg), Eurospin Latte Alta Qualità Pascoli Italiani Fresco (0.237 μg/kg), Esselunga Latte Intero Fresco Alta Qualità (0.120 μg/kg), e Carrefour Latte Intero Fresco (0.289 μg/kg).

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Inutile creare allarmismi su questo tema

L’amoxicillina è un antibiotico ed è presente invece nel 14.2% dei campioni di latte. In particolare, risulta essere presente in Esselunga Latte Intero (1.568 μg/kg), nel Ricca Fonte Latte Intero Uht (1.654 μg/kg) e nel LIDL Latte Intero Fresco (1.123 μg/kg)”. Anche in questo caso con livelli ben al di sotto del LMR. Fantini di Ruminantia® sottolinea comunque come “l’aspetto degli LMR ha di certo la necessità di una revisione scientifica profonda. Questo allo scopo di acclarare una volta per tutte se i residui di sostanze farmacologicamente attive poste al di sotto degli attuali limiti LMR possono avere una qualche interferenza sul microbiota umano e nel favorire il fenomeno dell’antibiotico resistenza”.

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