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Lavastoviglie di Pasqua, meglio far partire il carico al 30% o 70%?

Il pranzo di Pasqua è lungo, le portate si susseguono e i piatti si accumulano. La tentazione è forte: far partire la lavastoviglie subito dopo gli antipasti, magari con il cestello ancora mezzo vuoto, per non ritrovarsi sommersi. Ma è una scelta che pesa sulla bolletta e sull’ambiente.

Accendere l’elettrodomestico con un carico ridotto significa sprecare acqua ed energia, perché ogni ciclo consuma una quantità fissa di risorse indipendentemente da quanto sia pieno.

Carico lavastoviglie di Pasqua – RicettaSprint

La pompa di scarico, il riscaldamento dell’acqua, il vapore per l’asciugatura: tutto funziona uguale, sia che ci siano quattro piatti o venti. La differenza la fa solo la pazienza di aspettare.

Perché il pieno conviene sempre

Un ciclo di lavaggio a pieno carico consuma mediamente 10-12 litri d’acqua e 1-1,5 kWh di elettricità. A mezzo carico, il consumo si riduce solo del 20-25% nella migliore delle ipotesi, non la metà come molti credono. Questo significa che due lavaggi a metà carico consumano complessivamente molto più di un singolo lavaggio a pieno carico.

Il programma “mezzo carico” o “rapido” spesso accorcia i tempi ma non abbassa la temperatura di lavaggio, che è il fattore più energivoro. Il consiglio è quindi di attendere che la lavastoviglie sia almeno al 70-80% della sua capacità prima di accenderla. Meglio ancora se si usa il programma Eco, che dura di più ma lavora a temperature più basse e garantisce un risparmio fino al 40% rispetto ai cicli standard.

Un’eccezione e un trucco per le feste

L’unico caso in cui conviene accendere la lavastoviglie con carico ridotto è quando gli odori dei cibi avanzati rischiano di impregnare le stoviglie, come dopo piatti molto speziati o a base di pesce. In quel caso, un lavaggio rapido a bassa temperatura può evitare spiacevoli sorprese.

Per il resto, un trucco utile è sciacquare subito i piatti più sporchi con acqua fredda e accumularli nell’elettrodomestico, tenendo lo sportello socchiuso per far circolare l’aria. Così non si formano cattivi odori e si può aspettare il carico giusto. A Pasqua, con la calma che la festa richiede, vale la pena di organizzarsi. Il portafoglio e il pianeta ringrazieranno, e il caffè finale sarà più dolce senza il pensiero della bolletta che arriva.

Francesca Guglielmino

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Francesca Guglielmino

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