Con l’accusa di panini più grandi negli spot un nome molto conosciuto si ritrova a dovere andare in tribunale. La situazione è antipatica.

Panini più grandi negli spot, ma ben diversi dalla realtà: questa situazione ha fatto si che una famosa catena di fast food finisse in tribunale. Un giudice ha deciso di portare in tribunale nientemeno che Burger King, perché ha ritenuto legittime le proteste dei clienti che hanno intentato una class action nei confronti dell’azienda. Sotto accusa c’è in particolare il Whooper, che nelle pubblicità pare che sia più grande di dimensioni.

Panini più grandi negli spot, Burger King in tribunale
Un panino da fast food (Foto Canva – Ricettasprint.it)

Il Whooper è il panino più importante di Burger King. La cosa eclatante di questa vicenda che riguarda dei contestati panini più grandi negli spot è che anche la rivale numero uno della stessa Burger King, ovvero McDonald’s, avrebbe tentato di fare in modo di non procedere con questa causa. Evidentemente perché quel che viene contestato alla prima riguarderebbe anche la seconda, ma questa è un’altra storia.

Panini più grandi negli spot, Burger King deve dare spiegazioni

Panini più grandi negli spot, Burger King in tribunale
Un panino di Burger King (Foto Burger King – Ricettasprint.it)

C’era stata una richiesta di archiviazione che però un tribunale di Miami ha respinto. L’accusa per la quale i panini sarebbero più piccoli rispetto a quanto reclamizzato viene ritenuta plausibile. La causa riguarderà in particolare una presunta violazione del contratto tra clienti ed azienda, perché nelle pubblicità viene riportata tutt’altra cosa rispetto a come la stessa si presenta nella realtà.

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Alcuni dei consumatori che hanno mosso la class action contro Burger King ritengono che ci sarebbe una differenza di dimensioni del 35%. Ed anche la farcitura sembra essere più abbondante nella pubblicità. La compagnia si è difesa adducendo ad un altrettanto presunto “non obbligo” nel presentare i propri prodotti esattamente come nelle sue campagne pubblicitarie.

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Però non è pubblicità ingannevole, perché

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