Le piante non sono soltanto un elemento decorativo capace di cambiare l’aspetto di una stanza. Attraverso la fotosintesi assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, anche se la loro presenza in casa non può certo sostituire il ricambio dell’aria.
Eppure, scegliere qualche pianta da appartamento può contribuire a rendere gli ambienti più piacevoli e, tra le stanze in cui vale la pena trovare loro un posto, c’è anche la cucina.

Quando cuciniamo, la cucina si riempie facilmente di vapore, odori e calore. Aprire le finestre e utilizzare correttamente la cappa rimangono le soluzioni più importanti per favorire il ricambio dell’aria, mentre affidare alle piante il compito di “depurarla” sarebbe eccessivo.
Questo, però, non significa che siano inutili. Le piante rilasciano una parte dell’acqua assorbita attraverso un processo chiamato traspirazione e possono contribuire, seppure in misura limitata, all’umidità dell’ambiente. Inoltre, portare del verde in una stanza molto vissuta come la cucina può renderla più accogliente e creare una sensazione di maggiore benessere.
La cucina può essere anche un ambiente adatto ad alcune specie, soprattutto quando dispone di una buona illuminazione naturale e mantiene temperature abbastanza costanti. Bisogna però evitare di sistemare i vasi troppo vicino ai fornelli, al forno o in punti continuamente investiti da sbalzi di temperatura.
Quali piante scegliere le piante da mettere in cucina?
Tra le piante da appartamento più conosciute c’è il pothos, apprezzato perché resistente e relativamente semplice da coltivare. Può essere sistemato anche su una mensola, lasciando ricadere i suoi lunghi rami, purché riceva la luce adatta.
Un’altra possibilità è il falangio, riconoscibile per le lunghe foglie sottili e particolarmente adatto a chi non ha molta esperienza con le piante. Anche la sansevieria richiede poche cure e sopporta diverse condizioni ambientali.
Lo spatifillo, invece, ama maggiormente l’umidità e necessita di qualche attenzione in più, mentre l’areca può essere scelta quando si dispone di maggiore spazio e di una zona sufficientemente luminosa.
Non bisogna però scegliere una pianta soltanto per le sue caratteristiche estetiche. Prima di portarla in casa è importante verificare anche le esigenze della singola specie e la sua eventuale tossicità, soprattutto quando nell’abitazione vivono cani, gatti o bambini piccoli.
Le piante non sostituiscono il ricambio dell’aria
È diffusa l’idea che bastino alcune piante per purificare l’aria domestica. In realtà, gli studi condotti in laboratorio sulle capacità di alcune specie di assorbire determinate sostanze non riproducono necessariamente ciò che accade nelle normali abitazioni, dove l’effetto risulta decisamente più limitato.
Tenere delle piante in cucina può quindi essere una buona abitudine, ma per ragioni diverse da quelle che spesso immaginiamo. Possono rendere l’ambiente più gradevole, introdurre un elemento naturale in una delle stanze più frequentate della casa e, scegliendo le specie giuste, trovare proprio qui condizioni favorevoli alla loro crescita.
Per eliminare odori, vapori e sostanze prodotte durante la cottura, invece, la regola resta molto più semplice: utilizzare la cappa e arieggiare regolarmente la stanza.





