Lo utilizziamo per tagliare praticamente di tutto, dalle verdure alla carne, e proprio per questo il tagliere è uno degli utensili della cucina che dobbiamo pulire con maggiore attenzione.
Finito di cucinare, la soluzione più comoda sembrerebbe metterlo direttamente in lavastoviglie insieme a piatti e pentole.

Ma possiamo farlo davvero? Dipende dal materiale. Per i taglieri di legno, soprattutto, acqua molto calda e lunghi cicli di lavaggio possono diventare un problema.
Il tagliere di legno va lavato subito
Dopo averlo utilizzato, eliminiamo tutti i residui di cibo e laviamo il tagliere con acqua calda, detersivo per piatti e una spugna pulita, insistendo anche sui bordi. Non abbiamo bisogno di lasciarlo immerso nel lavello: il legno assorbe l’umidità e un ammollo prolungato può favorire deformazioni e spaccature.
Dopo il lavaggio risciacquiamolo accuratamente e, soprattutto, asciughiamolo subito. Lasciarlo bagnato e appoggiato completamente sul piano rallenta l’asciugatura. Meglio sistemarlo in verticale, in modo che l’aria possa circolare su entrambi i lati.
E limone, sale e bicarbonato? Possono essere utilizzati in alcuni casi per intervenire su odori o macchie superficiali, ma non sostituiscono il normale lavaggio con acqua e detergente e non devono essere considerati metodi sicuri di disinfezione.
Se il tagliere è stato utilizzato per carne, pollo o pesce crudi, prestiamo ancora più attenzione alla contaminazione crociata. Laviamolo immediatamente e non utilizziamolo per alimenti pronti da mangiare prima di averlo pulito adeguatamente.
Perché il legno non dovrebbe finire in lavastoviglie
Qui dobbiamo fare una precisazione importante: non è vero che nessun tagliere può essere lavato in lavastoviglie. Dipende dal materiale e dalle indicazioni del produttore.
Quelli in legno e bambù generalmente non sono adatti. Durante il ciclo rimangono a lungo esposti ad acqua, detergente e temperature elevate. Il risultato può essere un tagliere deformato, gonfio, screpolato o con le parti incollate compromesse.
Per alcuni taglieri in plastica, invece, la lavastoviglie può essere utilizzata se il produttore li dichiara compatibili. In questo caso il lavaggio ad alta temperatura può essere particolarmente pratico dopo aver lavorato alimenti crudi.
Controlliamo comunque sempre il simbolo o le istruzioni riportate sul prodotto prima di decidere.
Quando è arrivato il momento di cambiare il tagliere
Anche il tagliere meglio pulito non dura necessariamente per sempre. Con il tempo i coltelli creano solchi e incisioni nei quali possono fermarsi residui e che diventano sempre più difficili da pulire correttamente.
Un tagliere in plastica profondamente inciso, deformato o deteriorato dovrebbe essere sostituito. Per quelli in legno la possibilità di recuperare la superficie dipende dal tipo e dalle condizioni dell’utensile.
Può essere utile anche avere taglieri separati per gli alimenti crudi e quelli pronti al consumo, soprattutto per ridurre il rischio di trasferire microrganismi dalla carne o dal pesce ad altri ingredienti.






